La Nuova Ferrara

Sport

«Intorno alla Spal serve unità d’intenti La salvezza resta l’unico obiettivo»

Paolo Negri
«Intorno alla Spal serve unità d’intenti La salvezza resta l’unico obiettivo»

Ieri la società si è presentata compatta ed ha espresso disappunto I Colombarini: amareggiati perché viene discusso il nostro impegno 

4 MINUTI DI LETTURA





atto di fede

Si presentano compatti, entrano in sala con il passo deciso e la faccia cattiva come gli Incontentabili di quell’antico Carosello. I vertici spallini si siedono fianco a fianco dietro il tavolo. Tutti insieme: la proprietà (Francesco e Simone Colombarini), i vertici dirigenziali (il presidente Walter Mattioli ed il direttore generale Andrea Gazzoli), il responsabile dell’area tecnica (il direttore Davide Vagnati). Il messaggio che vogliono far passare è uno, chiaro: unione, determinazione, continuità, fiducia. E arrabbiatura. Un’incazzatura, come neppure quella delle formiche di Gino e Michele, esplicitata dalle parole e dal viso truce di un Simone Colombarini molto diverso dall’immagine abituale: «Sono qui - inizia il patron - per esprimere il mio, il nostro, disappunto, che nasce da ciò che leggiamo e sentiamo e che alimenta l’aria di depressione e diffidenza nei confronti della società e della squadra. Vengono messi in discussione gli obiettivi, sulla scorta delle scelte di mercato o altro. Allora si sappia che il nostro è stato, è e sarà un progetto che deve coinvolgere tutta la città. Il nostro impegno, che comprende anche dei mal di pancia, c’è e ci sarà fino a quando vedremo unità d’intenti: questa unità al nostro interno c’è, ma per quanto riguarda la città - o almeno una parte - no».

il traguardo

Simone Colombarini continua: «Al terzo anno di serie A l’obiettivo deve restare quello della salvezza. Lo sappiamo tutti: lo sappiamo noi, lo sa la squadra, lo sa il mister fin da quando ha accettato di rimanere per altri due anni. Dobbiamo lottare per il nostro scudetto: la salvezza. Per altri evidentemente non è così, sembra quasi che in questi anni e adesso non abbiamo fatto niente, quando invece abbiamo effettuato investimenti importanti, purtroppo o per fortuna anche nelle strutture: 15 milioni tra stadio e Centro, impianti non di nostra proprietà per i quali non abbiamo mai chiesto nulla se non quanto poteva esserci offerto. Manifesto la mia amarezza, visto che sento dire che dovevamo fare di più, che la salvezza è difficile. L’anno scorso Fiorentina e Genoa, club con bacini d’utenza e finanze ben diverse dalle nostre, si sono salvate all’ultima giornata. Ecco, se noi al termine di questo campionato ci salveremo all’ultimo, non ci sarà alcunché di strano. Al nostro interno lo sappiamo; fuori, solo i ragazzi della Curva Ovest - senza essere sollecitati - lo hanno capito e di ciò li ringraziamo». Colombarini junior chiude così: «Il nostro è un processo di crescita, e necessita di tempo. Stiamo facendo il massimo. Chiedo unità d’intenti: vorrei vederla da tutti, ma ad oggi non è così».

Il testimone viene rilevato dal papà, Francesco Colombarini: «D’accordissimo con mio figlio. Da parte della stampa non abbiamo trovato nessunissimo appoggio. Speravamo che non fosse così, invece questa situazione si sta protraendo. I grossi dissapori nascono dalla vicenda estiva dello stadio, a proposito della quale attendiamo le conclusioni. Speravamo di avere la stampa al nostro fianco, non è stato e non è così: ne faremo tesoro».

la realtà

Le sottolineature del digì Gazzoli: «La stampa nel corso dell’estate ha presentato una realtà distorta, anche a livello di numeri economici. Ci sono 54 milioni investiti nel patrimonio giocatori, il monte ingaggi ne è solo una parte. Bisogna capire come funziona il meccanismo, dalla ripartizione dei diritti alle operazioni che abbiamo fatto a livello di impianti: abbiamo regalato tutto alla città, visto che stadio e Centro non sono di nostra proprietà e quindi non possiamo ammortizzare le spese come accadrebbe se fossero nostri. La vicenda estiva dello stadio è qualcosa di mai successo in serie A, se non anni fa a Cagliari ma per motivi diversi. Eppure, sia a fronte di ciò che dell’infortunio di Fares la proprietà non ci ha detto che il budget sarebbe diminuito; anzi, ha investito su un altro calciatore, reca, per rimpiazzare Fares. Se si fa passare un messaggio errato, allora nasce depressione e si hanno presenze minori. Ma noi non ci fermiamo, andiamo avanti con gli investimenti a medio e lungo termine. E lotteremo per la salvezza fino a conquistarla, anche all’ultima giornata». —

Paolo Negri

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google