Bentornato Manuel ma lazzari va battuto
L’amico Manuel e l’avversario Lazzari. Difficile scindere, eppure è quanto impone la partita di oggi.
Era il 25 agosto 2013 quando il non ancora astro spallino giocava la sua prima gara ufficiale con la maglia biancazzurra. Entrò al 63’ del match di Coppa Italia contro il Bellaria: anni luce dal tenore dell’odierno confronto del “Mazza” tra Spal e Lazio. Una partita che Lazzari giocherà sulla sponda romana, dopo sei stagioni spalline, tre promozioni (dalla Seconda Divisione alla Lega Pro, poi il salto in B, quindi l’ascesa in serie A), una Supercoppa, due salvezze nella massima categoria e la conquista della Nazionale.
Se la Spal oggi si trova dove è, molto lo deve (anche) a Lazzari. Uomo simbolo per eccellenza della straordinaria ascesa biancazzurra targata Colombarini-Mattioli-Vagnati-Semplici. Spirito di appartenenza, fedeltà, feroce voglia di migliorare ed arrivare, qualità via via sbocciate ed affinatesi, la definitiva affermazione. La Spal dell’era moderna si declinerà sempre nel nome di Lazzari, e Lazzari non potrà mai separare la sua storia da quella spallina. La gratitudine e l’affetto sono reciproci.
Oggi il “Paolo Mazza” tributerà la più giusta e meritata delle ovazioni a Manuel, amico, paladino e appunto simbolo della spallinità. Poi, sul campo, Lazzari diventerà per la prima volta un avversario. Da battere, perché questa è la logica dello sport, del calcio. Vinca il migliore, ma - per sempre - viva Lazzari. —
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