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Spal, che ribaltone: rimonta e vittoria contro la Lazio

Paolo Negri
Spal, che ribaltone: rimonta e vittoria contro la Lazio

Pessimo primo tempo poi mister Semplici cambia la gara con due mosse: dentro Strefezza e nuovo modulo. Così è un’altra musica e arrivano punti d’oro

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FERRARA. Ripresa del campionato e ostacolo durissimo ieri al “Mazza” per la Spal. Big match con la Lazio del grande ex Manuel Lazzari. Alla fine sorridono i biancazzurri, trasformatisi da un tempo all’altro, capaci di ribaltare lo svantaggio, di conquistare una vittoria di prestigio che vale i primi punti stagionali. Decisive, azzeccate, le mosse in corsa di mister Semplici: l’ingresso di Strefezza ed il cambio di modulo hanno modificato tutto e sfruttato alla perfezione il narcisismo della Lazio.

Biancazzurri in campo con Berisha regolarmente tra i pali, dopo l’acciacco muscolare rimediato con la Nazionale albanese ed i dubbi (forti) dei giorni scorsi. In difesa centrale Tomovic preferito a Felipe. Debutto di Reca sulla corsia sinistra, Murgia mezz’ala al posto di Valoti.

Subito in salita

Avvio contratto. La Spal non tiene palla, si schiaccia all’indietro ed al contempo lascia spazi centrali alla Lazio. Brividone quando Caicedo ha tempo e spazio, arma il sinistro e coglie il palo, dal limite: stessa libertà di cui aveva goduto l’atalantino Muriel per le sue due conclusioni risultate mortifere. Intervento Var e rigore pro Lazio al 16’, quattro minuti dopo il fallo di mano di Tomovic (ammonito) ad anticipare Caicedo (non in fuorigioco). Dal dischetto l’ammazza-Spal Immobile (7º gol contro la Spal in tre stagioni) infila Berisha. Gara più che in salita per i biancazzurri, che proprio non si trovano ed in pratica non superano la metà campo. Arriva uno squillo da Kurtic, zuccata fuori da palla inattiva di Murgia. Assenza di ritmo, così non si può mettere in difficoltà la Lazio. Giustificazioni parziali: il caldo ed una gara molto spezzettata, non si gioca mai tra Var, gente a terra, pausa per idratarsi. Assurdo colpo di tacco nella propria area, in disimpegno, di Reca: per fortuna la botta di Parolo viene deviata in angolo. La Lazio non brilla, ma la sensazione è che giochi al gatto col topo. Ospiti più vicini al raddoppio al cospetto di una Spal mai ficcante e pericolosa, né propositiva. Spirito, interpreti, modulo: nulla convince. Prima frazione in archivio.

Cambio modulo

Più o meno stesso copione nella ripresa. Ma la Lazio ha il torto di giocherellare e di uscire mentalmente dalla gara. La Spal fiuta l’aria, si rianima, Semplici toglie il pessimo reca, mette Strefezza e cambia assetto: Cionek-Vicari-Tomovic-D’Alessandro (poi Sala); Missiroli; Di Francesco-Murgia-Kurtic-Strefezza; Petagna. La squadra è più aggressiva, ha più verve. In fase di possesso, Strefezza svaria. Da corner il pareggio, Petagna è lesto a girarla di sinistro. Ora i biancazzurri ci credono, Kurtic chiama il pressing alto. Inzaghi mette i big Milinkovic e Correa ma ormai la dinamica della gara è tutta un’altra. La Spal la interpreta benissimo, ha trovato assetto e singoli, c’è con la testa. Strefezza è indiavolato ed in pieno recupero propizia il bel gol di Kurtic che vale una vittoria esaltante, preziosissima e che porta insegnamenti di rilievo su modulo, atteggiamento e attori. —

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