«La Tramec ha pagato anche un calo mentale» Mecacci suona la sveglia
Il coach torna sul ko con Fabriano e richiama la squadra all’ordine «Se non ci mettiamo energia rischiamo anche contro avversari meno forti della Janus»
CENTO. A meno di due settimane dal via del campionato di strada da fare ce n’è ancora parecchia. È durata 20’ la Tramec contro la pari categoria Jamus Fabriano, una delle big del girone di ferro, al pari dei biancorossi, prima di sparire completamente dal campo. Dopo aver giocato una discreta pallacanestro nei primi due parziali, con vantaggio fin da subito in doppia cifra, il black out. La Tramec non difende più, subisce la fisicità di una squadra apparsa più fresca, perde la battaglia a rimbalzo, in attacco gioca male e senza ritmo, non trova mai tiri puliti. Ne vien fuori un terzo quarto da 27-5 per Fabriano, che vince con merito il Memorial Mazzoni, mandando alla Tramec un messaggio chiaro, e senza Paolin e Gatti, infortunati.
Coach Mecacci non le manda a dire, non trova scuse e già sa quali saranno i rimedi da apportare nei prossimi giorni, per arrivare a Piacenza belli carichi. In un campionato dove nessuno, anche chi sulla carta pare inferiore, regalerà niente: «Sarebbe troppo facile parlare solo di un crollo fisico - ha detto a fine partita l’allenatore di Cento -, ci sarà pure stata una componente di stanchezza, ma non solo. Secondo me, anche mentale: si può sbagliare, si possono prendere tiri che non entrano, ma non si possono fare certe cose, sia in attacco che in difesa, per metà partita e poi non farle più. È stata davvero una partita a due facce. Abbiamo fatto quello che avevo chiesto per 20’, pur non tirando con percentuali così buone. Poi, la verità è che si siamo disuniti, staccato la spina. Non è accettabile. È un campanello d’allarme importante, bene sia arrivato ora».
Il debutto di Piacenza non è poi così lontano. Il tecnico non è preoccupato, ma chiede ai giocatori di cambiare passo e mentalità: «Prima non eravamo al completo, ora lo siamo, ma mancano ancora meccanismi ed esperienza collettiva, che dobbiamo far nostre. La cosa, però, non è sufficiente a giustificare la figuraccia fatta di fronte al nostro pubblico. Ho visto poca aggressività, poca energia, poca intensità. Se manca tutto questo, puoi fare tutta la circolazione che vuoi e prenderti buoni tiri, ma farai sempre fatica. Ora, per alzare il livello d’intensità, da qui all’inizio del campionato faremo due amichevoli con squadre con cui mettere più energia sul campo».
Il messaggio è chiaro. Posto che la tenuta atletica non garantisce ancora tutti i 40’, mancano grinta ed energia. Di avversari con la stessa fisicità di Fabriano, se non superiore, ce ne saranno altri. Rossi a parte, in campo sabato solo 16’ in quanto appena rientrato da un infortunio, i centimetri sono quelli che sono. Abbiamo giocatori intercambiabili, tutti o quasi in grado di ricoprire più ruoli, ma proprio per com’è stato strutturato il roster, ci vuole più energia, più agonismo. Buttarsi a rimbalzo, recuperare più palle vaganti. Quelle piccole cose che spesso fanno la differenza. Il resto arriverà da sé. Inutile fare valutazione sui singoli in una partita giocata appena 20’. Che Moreno sia fuori categoria e Leonzio possa esplodere, si è già detto. Che tutta la squadra debba crescere anche». —
Simone Gagliardi
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
