D’Auria fa sventolare il vessillo del Kleb «Useremo la sciabola per centrare i playoff»
A due settimane dal campionato di A2 il punto del presidente La raccolta sponsor sta funzionando e la squadra lo soddisfa
l’intervista
Marco Nagliati
Fioccano sponsor, cadenzati di pari passo con gli impegni amichevoli del Kleb. Scorrono scadenze, in vista del debutto in campionato del 6 ottobre contro Orzinuovi. Lunedì - per dire - verrà annunciato il main sponsor, mentre ieri altri due partner sono entrati nel carnet biancazzurro: Sanibol e Zurich che avrà il marchio sul campo. La stagione avrà un costo che si aggira sul milione e trecentomila euro, il reperimento delle risorse non va malaccio.
Presidente D’Auria, qual è lo stato dell’arte?
«L’anno scorso avevamo circa diciannove partner commerciali, al momento siamo tra i sessantadue/sessantatré. Ma conto di chiudere sull’ottantina. Non mi posso lamentare: sennò farei peccato».
C’è un segreto per questa raccolta così florida?
«La nostra serietà. E il gran lavoro del marketing composto da Fabrizio Procaccio e Paolo Alberti: quest’ultimo, in pratica, vive al palasport. Ci mettiamo passione e umiltà. Facciamo capire che chi sponsorizza deve fare quello che si sente, senza la sensazione di essere “impiccato”. Tra l’altro a breve annunceremo anche l’azienda che sponsorizzerà il palasport».
Lo store?
«Lo stiamo rilanciando. E di così ben strutturati anche a livello di A1 non ne vedo. Grazie a Spalding sarà uno dei più belli d’Italia».
In estate ha rimesso mano anche al palasport...
«Nuovo parquet, tribune risistemate... Stanno arrivando le nuove luci: led hd. Già omologate per la Serie A1».
Vuol dire che la massima categoria è un obiettivo?
«Vabbè, insomma... Diciamo che arrivarci è dura e rimanerci ancora più difficile».
Intanto lo staff è da Eurolega.
«La gente apprezza la nostra organizzazione. Direttore generale (Franco Del Moro; ndr), direttore sportivo (John Ebeling; ndr), direttore operativo (Luigi Terrieri; ndr), team manager (Ciro Colimodio; ndr) e l’area marketing. Organigramma da categoria superiore. Spero ci diano ragione i risultati sportivi».
Ecco, dove ragionevolmente colloca il suo Kleb in vista della prossima A2?
«Vorrei qualcosa in più dell’anno scorso. Siamo arrivati a due punti dai playoff».
Quindi playoff.
«Se ci arriviamo sono contento. L’ha detto anche Ebeling: “Dobbiamo lottare per i playoff”. Se non arrivano non mi ammazzo».
Come ha visto la squadra in precampionato?
«Unita. Bel gruppo e questo è importante. Baldassarre e Vencato hanno avuto un bell’impatto, saranno fondamentali. Così come lo è stato confermare lo zoccolo duro dell’anno scorso. Wiggs sta conoscendo la realtà europea, gli serve tempo. Può dare davvero tanto. Michele Ebeling è un talento, Ianelli è una presenza importante. E aspetto Beretta. Poi abbiamo i veterani Campbell, Fantoni e Panni che sono delle certezze. In Supercoppa, con le big Udine e Verona, non abbiamo sfigurato: siamo lì».
Si dice, squadra con meno tiro da fuori: più di sciabola che di fioretto.
«Sono d’accordo: andremo di sciabola. L’anno scorso eravamo forse anche troppo sbilanciati dal perimetro. E ricordo che con Swann a quota 43 punti personali o 39 abbiamo perso. Era straordinario in avanti, forse difendeva meno. Wiggs avrà percentuali da tre più basse, però difende di più. E se attacca il ferro non ce n’è per nessuno».
Tra i tanti fronti che sta affrontando anche quello del settore giovanile.
«Abbiamo un accordo con la Scuola Basket Ferrara, se funziona e le idee collimano sarei felice di andare avanti a lungo. Ci stiamo conoscendo. Entro dicembre voglio avere le idee chiare perché da gennaio intendo strutturare il nostro vivaio pensando al futuro».
Presidente, quindici giorni al debutto.
«Veramente non vedo l’ora di andare a vedere l’amichevole di oggi col Padova. Questo per dire quanto sono appassionato. Adoro la mia squadra e i ragazzi che giocano per me. Sì, sono molto emotivo». —
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