Trentin, sfuma l’oro Mondiale Allo sprint esulta Pedersen
Un oro che sfuma in volata, negli ultimi 150 metri dopo circa sette ore consumate alla perfezione nella tempesta inglese, tra pioggia trasversale e vento gelido in un’atmosfera plumbea da uomini duri. Nel cielo grigio di Harrogate, nello Yorkshire, piomba una tristezza profonda sull’Italia del ciclismo, artefice nella gara del Mondiale di una prestazione di squadra senza sbavature che si è conclusa con l’argento amaro di Mattia Trentin, capitano azzurro beffato nel finale dal danese Mats Pedersen, 23enne alla sua prima vittoria in carriera. Sembrava fatta perché il trentino, 30 anni, si era conquistato nel migliore dei modi la sua chance iridata giocandosi il titolo sul rettilineo finale con il danese e lo svizzero Stefan Kung. Quando sembrava che tutto dovesse luccicare con il metallo più bello e insperato, così da riconsegnare all’Italia un titolo che manca dal 2008, all’azzurro sono mancate le gambe negli ultimi 200 metri.PAG. 43
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