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Condizione fisica da migliorare È l’handicap di molti dei nuovi arrivati

Alessio Duatti

È evidente la mancanza di brillantezza da parte di uomini poco utilizzati da un anno 

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la condizione

Tempo e pazienza. Chiesti da mister Leo Semplici come principali ingredienti per risollevare la Spal.

tempo e pazienza

Li ha evocati pubblicamente il tecnico biancazzurro, riferendoli non tanto all’assimilazione di concetti e sistemi di gioco, bensì alla precaria condizione fisica presente in rosa. Escludendo, infatti, i lungodegenti e gli acciaccati, balza sul tavolo dell’analisi momentanea un elemento fondamentale: parecchi di coloro che sono stati impegnati a Torino, ma anche generalmente chi è stato chiamato a scendere in campo in questa prima fase di stagione, pecca di brillantezza dal punto di vista atletico. Sopratutto i nuovi. Inutile, tuttavia, andare a rivangare ciò che è stato il mercato, perché si sa che budget e scelte hanno portato a Ferrara (anche) calciatori che lo scorso anno sono stati a mezzo servizio nei loro club.

tenuta

Tomovic, ad esempio, oltre a non esser più un ragazzino (1987) con il Chievo 18/19 ha collezionato soltanto 10 presenze: minutaggio assai ridotto rispetto alle 27 partite di due anni fa. Il difensore serbo nelle due partite con Lazio e Sassuolo ha chiesto anticipatamente il cambio per qualche piccolo allarme muscolare che gli ha poi impedito di giocare contro il Lecce. Se poi consideriamo che Felipe (1984) e Cionek (1986) non possono disputare tutte le partite a causa della carta d’identità, dobbiamo aggrapparci alla speranza che Igor abbini più attenzione all’esistente personalità.

Al netto degli aspetti tecnici e delle skills personali, anche Reca ha manifestato una stanchezza fisiologica, facendo fatica a concludere i novanta minuti di Torino: l’ex Atalanta lo scorso anno ha giocato meno di cinquanta minuti, vedendo il campo in tre spezzoni. Un’intera gara come quella contro la Juve non la giocava dai tempi del campionato polacco. Anche Jacopo Sala a Torino è uscito stremato: per l’esterno ex Doria erano state 21 (non sempre dal primo minuto) le apparizioni nel campionato scorso, ma risulta ancora indietro per via di una preparazione (durata fino a fine mercato) svolta ai margini del progetto.

gli altri

Poi ci sono coloro che erano già in casa Spal. Come Valdifiori che prima della Juve aveva giocato ventisei minuti a Bologna (ma da anni non vede periodi di continuità). Oppure Jankovic che dal novembre 2018 (era al Partizan) non trova spazio (nella prima fase spallina ha collezionato solo briciole). Per concludere con Paloschi, protagonista dei suoi primi quindici minuti stagionali sabato scorso. —

Alessio Duatti

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