Piras crede nella ripresa della Spal «Serve una gara senza subire gol»
A distanza di anni dalla sua doppia esperienza in biancazzurro il centrocampista rimane molto legato a piazza e squadra
l’intervista
Testardo, preciso, ottimista. Mattia Piras, centrocampista di origini cremasche, classe ’92, ha disputato due stagioni nella Spal (2011/2012 – 2012/2013) in C1,poi in D.
«Ho avuto la fortuna di vivere due anni in una città bellissima come Ferrara. Mi è entrata nel cuore per via dei ferraresi soprattutto - spiega Piras -. Ho lasciato tanti amici e almeno una volta l’anno ci torno. Sull’aspetto sportivo purtroppo ho passato gli anni peggiori per via dei due fallimenti in due anni. Ma sono rimasto legatissimo alla Spal. Sento spesso i ragazzi ferraresi come Laurenti e Marongiu, Marchini, Braiati, Capecchi, poi Zamboni e Belleri, Arma. Se c’è occasione ci si sente ancora tutti».
Che ricordi ha della piazza e della Curva?
«Nonostante siano stati due anni burrascosi, conservo un ricordo molto affettuoso della piazza. Giocare al Mazza ha un sapore particolare. Anche se adesso la Curva Ovest è sempre piena, devo dire che tanti di quei ragazzi erano presenti anche sui campi di serie C e serie D. Giocare lì con loro permette di respirare la storia e l’amore viscerale che la gente prova per la Spal».
Un aneddoto simpatico?
«Mi piace ricordare le grandi tavolate in un posto in centro, quando il mercoledì sera andavamo tutti insieme a vedere la Champions. Era un appuntamento fisso...».
Che crescita ha avuto nella Spal passando dalle 2 presenze del primo anno, alle 27 del secondo?
«Il primo anno ero molto giovane e inesperto. Era la prima esperienza in una prima squadra e ho faticato a trovare spazio ma, paradossalmente, mister Vecchi e il direttore Pozzi mi hanno fatto crescere molto sotto l’aspetto della mentalità e nel modo di allenarmi. Grazie a mister Sassarini ho trovato più spazio l’anno dopo e se sono ritornato devo dire grazie al direttore Ranzani, una persona di un livello superiore in tutto».
La Spal ha battuto la Lazio poi è incappata in tre ko di fila tra cui quello interno con il Lecce.
«La salvezza va costruita soprattutto nel proprio stadio e il pubblico di Ferrara lo sa».
Senza Lazzari, Fares, Bonifazi e Antenucci quanto si è indebolita la Spal?
«Dei giocatori importanti sono andati via, è vero. Però, secondo me, Di Francesco è un ottimo acquisto, rapido, veloce e tecnico. Personalmente a me piace anche Sala, lo considero affidabile. Di Lazzari ce n’è uno solo come tipo di giocatore. Forse l’assenza più pesante è quella di Antenucci, avrebbe saputo ancora essere importante».
In difesa manca ancora qualcosa?
«Non penso, è stato acquistato Tomovic. Credo che una partita senza subire gol possa dare la giusta fiducia e far crescere la squadra».
P er essere maggiormente competitivi occorre?
«Servirà qualche gara. Ma la società ha sempre lavorato un passo alla volta e mi sembra che abbia avuto ragione». —
Valentina Cristiani
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google