Punto d’oro del Sant’Agostino Però ora arriva il test Diegaro
sant’agostino. Un punto in trasferta può essere considerato positivo per la truppa di mister Ghedini? Per come è arrivato il pareggio in Romagna senza dubbio sì. Il gol all’ultimo respiro di Marongiu contro il Cava Ronco, dopo un pregevole controllo ad eludere la marcatura del difensore, è il toccasana generale al termine di una partita certamente non perfetta.
Il carattere del Sant’Agostino, abile a non aver mai mollato la sfida, garantisce quindi un punticino importante. I ramarri muovono ulteriormente la classifica dopo la prima vittoria stagionale in campionato contro la Copparese e si portano a quattro punti dopo cinque partite. Classifica non certo lusinghiera per una squadra come quella del presidente Bruno Lenzi, ma dopo la partenza ad handicap con tre sconfitte consecutive è inevitabile che serva tempo nel tentativo di risalire la china.
L’andamento della contesa con lo svantaggio del primo tempo ha costretto il mister del Sant’Agostino ad un atteggiamento più spregiudicato nella ripresa, con gli inserimenti di Marongiu e Berto per due difensori come Farina e Tonazzi. L’equilibrio tattico probabilmente non è stato ancora trovato, però certamente un altro risultato utile consecutive dà una mano al morale dei ragazzi che domenica hanno una sfida tosta davanti.
Al Comunale di Sant’Agostino arriva la capolista Diegaro, appena fermata in casa da un’altra ferrarese: il Masi Torello Voghiera. I cesenati sono il test ideale per capire i progressi di Iazzetta e compagni. In questi ultimi anni lo storico dei ramarri è chiaro: quando si incontrano delle big spesso arrivano risultati positivi, mentre a volte si perde un po’ il filo contro formazioni sulla carta alla portata. Modulo 5-3-2 o più spregiudicato 4-3-3?
Questo probabilmente sarà il dilemma di mister Ghedini durante la settimana. Più probabile la riproposizione almeno iniziale del modulo a cinque difensori, per contenere le folate offensive di una squadra tosta e forte. Dario Spadaro, fantasioso centrocampista offensiva del Diegaro, è l’uomo da curare con più attenzione; l’assenza di bomber Bernacci – ex giocatore anche di Serie A – per infortunio al ginocchio toglie un po’di castagne dal fuoco a Molossi e Tonazzi, ma i pericoli non mancheranno. Dall’affiatamento in crescita di Marongiu, Pagani e Raspadori poi dipendono le fortune offensive dei ferraresi, pronti a colpire la potente (e macchinosa) difesa del Diegaro. —
Alessandro Ferri
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