La Nuova Ferrara

Sport

Assalto al trono di Hasbrouck “L’arciere”, “la mente” e Campbell

Marco Nagliati
Assalto al trono di Hasbrouck “L’arciere”, “la mente” e Campbell

Scopriamo i giocatori a stelle e strisce pronti ad illuminare i parquet Tra campioni affermati e cestisti pronti a reclamare la vetrina 

4 MINUTI DI LETTURA





il viaggio

Marco Nagliati

Non ha l’ego e l’aura da “grandeur” di Mike Hall, che nella scorsa stagione avrebbe dovuto illuminare il mondo Kleb. Poi finì in malinconia. Ma Folarin Campbell è senza dubbio la stella di un gruppo che comunque sta già declinando il concetto cooperativa: la Feli Pharma punta sul collettivo, piuttosto che sullo statunitense che cava le castagne dal fuoco ma che a volte diventa un catalizzatore eccessivo del gioco. E che magari difende poco e non sempre è di facile gestione. È una filosofia sposata da coach Leka, avvallata dalla società. Al posto di un individualista come Isaiah Swann, quest’anno a Ferrara si punta su un all around come Campbell e su un talento grezzo qual è Sekou Wiggs. Nonché sull’esperienza di italiani che fanno della ruvidezza e della garra le caratteristiche peculiari. Non a caso la casacca estense di quest’anno ha le linee della maglia argentina.

luminarie

Altri team l’hanno pensata diversamente. La mega ambiziosa Verona ha puntato su Kenny Hasbrouck che è diventato il re leone della A2 proprio vestendo (2014/2015) la maglia di Ferrara. La seconda lega nazionale è la comfort zone di Hasbrouck: legge le difese, punisce con freddezza da fuori. Mette in ritmo i compagni. Difende. Ha tutto e ogni anno chi punta alla promozione lo ingaggia. Un’altra vecchia conoscenza estense è Erik Rush che torna al livello inferiore (l’anno scorso era in A a Brindisi) per recitare da primattore con Forlì. Invero un ruolo che gli sta un po’ largo perché Rush è uomo squadra, piuttosto che leader. Esprime il massimo a campo aperto, soffre le partite tattiche e del suo tiro da fuori si fida pochissimo.

Imola ha investito gran parte del budget sulla coppia a stelle e strisce. Ha confermato Timothy Bowers, una “combo guard” che l’anno scorso ha un filino sofferto di continuità nel rendimento (certo è che convivere con un accentratore come Raymond non sarà stato agevolissimo). Ma se si “accende” fa sconquassi. Al suo fianco il lungo Anthony Morse dodici mesi fa a Mantova. Centro puro, old style. Ha centimetri, verticalità: gioca spalle a canestro con gioia. Uno che va spesso “sopra il ferro”. L’anno scorso è stato il miglior rimbalzista della A2.

vecchi lupi

Vecchi lupi e garanzia di rendimento sono il neo mantovano Kenny Lawson che dalla Virtus Bologna è passato a Forlì e adesso è della Pompea. Elegante, mano “educata” da fuori. Paga la determinazione non sempre impeccabile: talvolta, quando in area spirano venti di battaglia, tende ad estraniarsi. Se la partita rimane “pulita” ha tanta classe per fare la differenza. Piacenza non ha voluto correre rischi, così ecco l’ingaggio di Jazzmarr Ferguson una vita in Italia tra Forlì, Cremona, Biella, Mantova e Verona. Un esterno che in certe occasioni sonnecchia perdendosi tra le pieghe del match. Ma quando gli vengono i cinque minuti si mette in proprio e martella. Penetrazioni e triple.

Ravenna ha invece scelto “L’arciere nudo”, alias Charles Thomas. È stato lui, di fatto, a piegare Cento nei playout dell’anno scorso quando militava a Legnano. Strabordante, aggressivo, eccessivo. Adrenalinico. Lungo versatile, in grado di incendiare gli spalti. Sa disimpegnarsi fronte e spalle a canestro. La quotata Udine ha messo nel “pitturato” Gerald Beverly, ex Brescia. Gran fisico, poco visibile nei tabellini perché si dedica al lavoro “sporco”: tagliafuori, difesa e qualche sano rimbalzo. Uno che tiene sempre fornito il magazzino.

sottotraccia

Se questi sopracitati sono i satanassi da copertina, sottotraccia nuotano talenti in divenire. Certo, il Wiggs estense ma pure - per dire - T.J. Cromer tanto per rimanere a Udine. È definito un “giovane-pronto”: sbandiera un 43% da tre, sintomo di martellatore seriale. Sa anche incunearsi in area per poi scaricare. Un vero apriscatole. La novità Milano si aggrappa a Reggie Lynch reduce dalla vittoria del titolo estone. Piedi mobili, ha un doppio volto: attacca sia fronte che spalle al cesto. Stoppa e schiaccia: un totem. In Romagna, sponda leoni bizantini ravennati, hanno tesserato Giddy Potts, sbarcato dopo l’esperienza in Corea. Ha un maturo ball-handling (palleggio), nel senso che sa esercitare il mestiere di playmaker. Raccontano, poi, che se serve presenta all’incasso un tiro mortifero. Sempre in Romagna, ma a Forlì, albergano parecchie aspettative su Maurice “Mo” Watson, point guard che ha acquisito esperienza europea a Leida (Olanda). Gran passatore, eccellente nell’ultima Fiba Europe Cup. È un punto di riferimento di ogni quintetto, tanto è vero che lo chiamano “la mente”. Un numero dieci di stampo calcistico.

È Andy Ogide, la scommessa di Piacenza. Ex Roseto, leggerino forse, ma con gambe forti. In un basket dinamico - com’era quello degli abruzzesi - non dà riferimenti e arrivando a rimorchio in area si fa sentire. Fate il vostro gioco, guys. —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google