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Feli Pharma vista dal “direttore” «Un’orchestra che farà divertire»

Lorenzo Montanari
Feli Pharma vista dal “direttore” «Un’orchestra che farà divertire»

Il coach parla alla vigilia del debutto in campionato contro Orzinuovi I senatori, i giovani, la società, i tifosi, le prospettive: ecco Leka a 360º 

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L’INTERVISTA

La serenità portata da uno che in campo ne ha viste tante. La consapevolezza che la sua Feli Pharma (aggregato ieri Francesco Ciadini, ala forte classe 2002) ha lavorato bene ed è pronta ad affrontare il debutto in campionato, che domani significherà gara interna contro la neopromossa Orzinuovi. Coach Spiro Leka è carico eppure tranquillo.

Coach, emozionato?

«C’è sempre un po’ di buona tensione: non si deciderà certo il campionato alla prima giornata, l’importante è affrontare l’esordio sereni, come lo sono io, una sensazione dovuta al fatto che alleno un gruppo di bravi ragazzi, oltre che di buoni giocatori. Abbiamo allestito una buona squadra, dopo 40 giorni di lavoro le impressioni sono positive, in campo, però, le insidie sono dietro l’angolo. Dobbiamo essere cinici uniti, sapendo che sarà un lungo viaggio con 32 fermate».

I punti fermi della squadra?

«Abbiamo i piloti Vencato e Panni, dietro Ianelli deve crescere. Ci sono il comandante Campbell e capitan Fantoni, oltre a tutta la banda, che deve funzionare come un’orchestra musicale. Baldassarre è tra quelli che devono essere d’esempio per gli altri».

Come immagina il cammino?

«Sarà un viaggio lungo, cercheremo di renderlo divertente, dipenderà da noi e dalla fortuna, che finora non c’è stata (domani out Buffo e Beretta, in settimana qualche acciacco per Campbell e Baldassarre, ndr), ma siamo sereni, consapevoli che possiamo fare buone cose: pronti a uscire insieme dalle difficoltà, anche grazie alla società, che sa cosa vuole e dove vuole arrivare. Ci sono tutti gli ingredienti, tifosi compresi, che ci stanno vicino in maniera intelligente e non ingombrante. Il puzzle è quasi completo, cerchiamo di divertirci in campo e di far divertire la gente di Ferrara».

Tra i giovani, su tutti, “Tatu” Ebeling.

«Arriva da un’estate importante, dove ha lavorato sempre. Puntiamo su di lui, abbiamo pazienza pure se avrà qualche passaggio a vuoto, non c’è da preoccuparsi, ha tutte le qualità per fare bene. Dev’essere più forte dei fisiologici up&down, lui lo sa, sta lavorando con una dedizione sorprendente. È in buonissima forma, dev’essere più forte mentalmente, i compagni lo aiutano e lo aspettano».

A che punto è il processo di ambientamento e crescita di Sekou Wiggs?

«È già abbastanza integrato, avrà bisogno di un mese per essere al top della conoscenza del nostro basket. Bella l’integrazione a livello umano, a livello tecnico migliora ogni giorno, le pause vanno eliminate, ma è bravo a giocare per i compagni di squadra. Potrà dare tanto alla causa».

Tecnicamente, passarsi il pallone e bilanciare il gioco fra esterno e interno saranno il vostro dna stagionale?

«Abbiamo due Usa e due italiani di qualità: faremo un ulteriore passo avanti quando capiremo che possiamo avere sette giocatori in doppia cifra, così saremo meno scoutizzabili dalle altre squadre e potremo mettere chiunque in difficoltà. Ogni domenica possiamo trovare differenti protagonisti, ecco la nostra forza».

Primo ostacolo, Orzinuovi: come lo giudica?

«Insidioso. Le prime gare sono strane, con emozioni, tutti vogliono strafare. Non dovessimo partire bene, dobbiamo restare sereni e continuare a lottare, chiudendo il rubinetto difensivo. Giocando assieme, risolveremo i problemi. Non abbiamo bisogno del salvatore della Patria, ma di gente che si sacrifica per il compagno».

Verona, Udine e Forlì davanti a tutte, poi tanto equilibrio. Sarà così?

«Sì, perché chi ha 10-11 giocatori ha più possibilità. Tutte le altre squadre, compresi noi, hanno un quintetto forte: chi farà crescere di più la panchina potrà ottenere un miglior piazzamento. Vogliamo essere una sorpresa, faremo di tutto per esserlo».

Obiettivo playoff?

«Sognare non costa niente e non cambia il nostro budget, sappiamo che abbiamo dei punti di forza e dei punti deboli. Se riusciremo a nascondere qualche punto debole, dal momento che avremo fatto i punti salvezza, beh, nessuno ci vieterà di guardare altri obiettivi. Però, prima dobbiamo restare con i piedi per terra, dico testa bassa e pedalare: prima si raggiungono i punti che ci servono, dopo si fa sempre in tempo a cambiare gli obiettivi».

Della società cosa dice?

«Quando metti dentro gente seria e professionalmente valida, le cose vengono da sé. Dal momento che il presidente ha fatto certe scelte, tutto è andato in discesa. Ora la palla passa al campo e la cosa che interessa è proprio questa».

Un messaggio ai tifosi?

«Chi era alla cena durante la settimana fa ormai parte della nostra famiglia, anche perché li vediamo spesso e volentieri anche agli allenamenti. Noi vogliamo aumentare il numero degli spettatori, portando più famiglie intere al palasport. Senza nulla togliere al calcio, vogliamo il nostro spazio: circa mille famiglie, fra Scuola Basket e Vis 2008, hanno ragazzi che giocano a basket nella nostra città. Cercheremo di portare al palazzo non solo i ragazzi, ma pure i loro genitori: parliamo di grossi numeri, se lavoriamo bene, la prospettiva è tutta positiva e in crescita. Cerchiamo di fare il massimo in campo per aumentare l’entusiasmo». —

Lorenzo Montanari

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