La Spal tra un brodino e il gran colpo col Parma Vincere senza esporsi: allora pure il punto è ok
Alle 15 delicata partita al Mazza per una formazione biancazzurra in crisi di risultati (tre sconfitte di fila) e ultima in classifica
l’appuntamento
La febbre del sabato sera inizia a inviare segnali intermittenti già al pomeriggio. Brividi. Ansia. Stato d’alterazione generale. Mister Semplici ha immediatamente scarabocchiato la ricetta scaccia fibrillazione: «Determinazione, furore e attenzione». Medicine che dovrebbero permettere alla Spal di arrivare a questa sera con salute accettabile e classifica in movimento. Si gioca alle 15, il Mazza apre i cancelli ad un Parma che ha il triplo dei punti biancazzurri: nove contro tre. I biancocrociati sono reduci da due vittorie consecutive interne (Sassuolo e Torino), che hanno dato luce alla graduatoria. Gli spallini, per contro, hanno infilato tre ko di fila con il colpevole crollo interno di dieci giorni fa col Lecce. Nonostante uno stato dell’arte agli antipodi, ieri il trainer parmense D’Aversa ha giocato con le parole: «Il risultato è molto più importante per noi che per loro». D’accordo voler tener desta l’attenzione dei suoi, ma questa è curiosa.
acqua alta
Perché è chiaramente la Spal con l’acqua alla gola, in navigazione nell’oceano mare con tante incognite e una mappa di complessa lettura. Il condottiero Semplici non vira dal 3-5-2, il guaio è che i laterali - così decisivi nel gioco biancazzurro - sono o ai box oppure alle prese con un laborioso percorso di crescita: Sala atletico, Reca d’esperienza. Ma quando il piatto piange, il tempo è un lusso che non ti puoi concedere. Ecco perché, mai come oggi, Mister Easy deve usare il bilancino del farmacista. Ha bisogno di vincere, eppure non deve osare troppo andando a rimediare una sconfitta. Il Parma, così leggibile nel suo arroccarsi e ripartire, è in questo momento un rivale terribile per chi non ha quella sana spavalderia dettata dall’autostima. Con argini apparentemente friabili, la Spal rischia davvero di essere alla mercé della velocità di Gervinho. L’ivoriano è in salute, ispirato. Parma forte laddove la Spal sembra ancora acerba. Il dilemma di Semplici sta tutto qui: cerca l’equilibrio. Attaccare e provare il gran colpo, epperò esiste l’obbligo di proteggere una difesa che non può assorbire gli “uno contro uno”. A sinistra potrebbe giocare Igor, che sicuramente ha più gamba di Felipe. A destra forse Cionek che non è in un momento splendido ma di certo Tomovic finora ha fatto peggio. Senza trascurare il fatterello che il Parma davanti ha anche la verve di Kulusevski e la forza di Inglese (non al top e per questo si candida il corpulento Cornelius).
coerenza
In mezzo dovrebbe rientrare Kurtic, formando una mediana con Murgia (l’unico di passo svelto ma ultimamente speso male con un correre a vuoto pericoloso) e Missiroli (qualora non toccasse a Valdifiori) che ha il compito fondamentale di gestire il ritmo. E poi, s’è detto, possibile fiducia a Reca. Ed è una forma di coerenza, la stessa usata l’anno scorso con Fares. Pure Mohamed in avvio di stagione faceva storcere più nasi che allargare sorrisi: Semplici ha tirato dritto rendendolo un titolarissimo. E Fares è cresciuto, diventando un uomo mercato. Certo, rispetto a Reca una differenza c’è: l’algerino comunque aveva alle spalle già esperienza di massima serie, qualcosa aveva masticato. Reca è decisamente più indietro. Ma se il modulo non si cambia, questi sono gli uomini. Possibile, poi, che il tecnico spallino si tenga in tasca la carta Strefezza. Certo, con una manciata di coraggio in più (e una classifica meno aspra), mettere subito Strefezza e provare a sorprendere il Parma con le stessi armi del ribaltamento rapido sarebbe interessante da vedere.
pragmatismo
Ma oggi, per non farsi avvolgere dalla febbre del sabato sera post partita, va seguita la strada del pragmatismo. Semplici ha costruito due salvezze mettendo fieno in cascina a piccoli passi: un punto qui, uno là. Ben 14 pareggi nel 2017/18, quota 9 l’anno scorso prima del decollo avviato nel ritorno. Partito, pensa un po’, proprio a Parma con quella “remuntada” esaltante. Oggi siamo a 0 “ics”.
L’ultimo pari spallino risale al 28 aprile: 1-1 col Genoa. Da allora dieci gare (quattro di fine scorso torneo e sei dell’attuale), bilancio: 2 vinte e 8 perse. Più che determinazione e furore, stavolta necessita attenzione.
Che il momento è “fragile” e basta poco per fare grossi danni.
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