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Zannini junior l’outsider della superbike «Un debuttante con la voglia di competere»

Davide Bonesi
Zannini junior l’outsider della superbike «Un debuttante con la voglia di competere»

Papà Giuseppe protagonista di una lunga carriera nel motociclismo, il figlio Giacomo che va in pista per caso e diventa subito molto competitivo 

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la storia



Di padre in figlio la tradizione che continua non è certo una novità nel panorama sportivo mondiale, ma il caso dei comacchiesi Zannini è senz’altro curioso, perlomeno per come si è verificata la successione. Lo sport è il motociclismo, i protagonisti papà Giuseppe e il figlio maggiore Giacomo. Il primo, dopo una lunga carriera in superbike, con tantissime gare nel Campionato italiano velocità e diverse apparizioni anche al Mondiale (nonché bellissime esperienze al Motor show di Bologna sfidando i grandi del motociclismo), gestisce la concessionaria Honda a Lido Estensi. Giacomo è il figlio maggiore, 20 anni, molti dei quali passati su un campo di calcio (come sta facendo il fratello minore Cristiano, ora nelle giovanili del Classe), correndo di tanto in tanto in moto sulla pista del circuito Pomposa a S. Giuseppe.

la svolta

Poi la sorpresa, un mesetto fa Giacomo partecipa alla giornata sulla sicurezza in moto con il campione Marco Melandri proprio in pista a San Giuseppe. Non sono mancati tanti giri su due ruote e Zannini jr che corre con gli stessi tempi di Melandri. Poco tempo dopo ecco la telefonata, il team Tenjob Racing propone a Giacomo di gareggiare nelle ultime due prove del Campionato italiano velocità in sella alla Kawasaki Ninja. Così, tanto per provare a vedere come vanno le cose, anche perché a 20 anni si è già “vecchi” per debuttare nel motociclismo. «Giacomo però ha altre priorità nella vita - racconta Giuseppe - e visto che l’11 settembre doveva essere ammesso all’Università di Roma (per diventare tecnico ortopedico e lavorare nel team del dottor Costa, tanto per restare nell’ambiente, ndr) ha detto no. Quando è stato ammesso ha scoperto che c’era ancora il posto a disposizione per la gara e ha accettato».

E qui viene il bello, perché il Campionato italiano velocità è un vero e proprio campo di battaglia, con decine di piloti fra emergenti ed esperti a sfidarsi per poter avere un po’ di “visibilità” nel panorama sportivo a due ruote. «Sono onesto - dice ancora papà Giuseppe -, non pensavo riuscisse a qualificarsi per le due gare al Mugello, in fondo dopo pochi test ad Adria ha effettuato 30 giri il primo giorno di prove e poi era già tempo di qualifiche. Invece è entrato con 4 secondi di margine, mostrando ogni giorno che passava sempre più sicurezza nei propri mezzi. Nelle due gare ha sentito certamente la tensione, correndo con tempi superiori alle prove, ma nella seconda ha sfiorato la zona punti, girando a lungo con i tempi dei migliori. Era al debutto assoluto, è stato bravissimo e non lo dico da padre».

lezioni

L’esperienza per ora è già finita qui, perché subito dopo le gare al Mugello il giovane comacchiese è andato a Roma per iniziare a frequentare le lezioni e così non ha partecipato alla prova finale del Campionato italiano velocità in Franciacorta, ma anche se il futuro nelle corse di Giacomo è tutto da stabilire, il padre non esclude che torni a gareggiare, «l’ho visto felice», spiega Giuseppe.

«I primi riscontri sono stati positivi - racconta Giacomo -, sapevo di andare ad affrontare le prime corse della carriera, ma sono partito con l’idea di imparare e migliorare ad ogni giro di pista. Ogni membro del team mi è stato vicino e mi ha dispensato utili consigli per quanto riguarda l’assetto della moto. Sono stato felicissimo delle prove, in gara poteva andare meglio ma sono stato contento così».

il futuro

Ora il futuro è da decifrare, nessuno in casa Zannini sa cosa succederà, ma è il padre a dire la sua: «Ho corso tanto e anche vinto, tutti pensano che abbia spinto io Giacomo ma non è vero, perché in tutti gli sport puoi avere tutti i parenti che vuoi, ma le qualità devi averle dentro di te. Il team è familiare, spetta a Giacomo sentirsi dentro la voglia di competere, anche perché intanto deve ambientarsi a Roma, poi valuterà: la stagione riprenderà nella primavera del 2020».

Di certo la meno tranquilla in casa è la mamma di Giacomo, che pensava di aver finito di stare in apprensione quando ha detto addio alle corse il marito e invece... «Sono onesto, all’inizio avevo tanta paura anche io - commenta Giuseppe -, ma quando l’ho visto gareggiare ho cambiato idea: Giacomo era sicuro di sé e mi sono tranquillizzato». —



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