L’urlo liberatorio del “Mazza” e la festa per mister Semplici
ferrara. Alla fine è stata grande festa, con un doppio urlo liberatorio tutto da ricordare. Prima il maxi boato alla punizione sbagliata da Bruno Alves, poi l’esplosione di gioia al triplice fischio finale che ha sancito la seconda gioia della Spal, conseguita ancora una volta davanti alla propria gente.
tanti vuoti
Nonostante la comunicazione degli 11.776 spettatori totali, solo la Ovest ha offerto un colpo d’occhio da vero “sold out”. Diversi, infatti, i vuoti visibili sopratutto in gradinata e nella zona Est del “Mazza”.
Prima del fischio d’inizio mister Semplici viene premiato da patron Simone Colombarini e dal presidente Walter Mattioli per le 200 panchine raggiunte (a Torino) alla guida della Spal. Arrivano i primi applausi del pubblico, che si tramuteranno poi in una cascata di complimenti al minuto dodici quando dalla curva biancazzurra appare il seguente striscione: “Passione e ambizione, lealtà e capacità. Con 200 battaglie hai scritto la storia di questa città. Grazie Mister!”. Semplici attende che il pallone esca in rimessa laterale, prima di ringraziare e salutare ad ampi cenni il caldo feudo del tifo locale.
gioco e sostegno
La Spal intanto macina gioco: il pubblico alza il volume, non disdegnando qualche coro di “sfottò” verso i nemmeno mille sostenitori giunti dalla vicina Parma (che tra i loro vessilli danno luce a un “Federico Vive”). Alla mezzora Petagna si lancia nell’esultanza dopo il gol e lo stadio diventa una bolgia: arriva una sciarpata prima di un decisissimo “Vi vogliamo così!”.
Nella ripresa, sofferenza, sostegno e un ambiente super hanno poi significato tre punti pesantissimi. —
Alessio Duatti
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