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Bortel auspica un’altra salvezza «La gente di Ferrara merita la A»

Valentina Cristiani
Bortel auspica un’altra salvezza «La gente di Ferrara merita la A»

Il difensore centrale slovacco ricorda le stagioni in maglia spallina e sottolinea l’affetto che conserva per città, tifosi e squadra 

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l’intervista

«LA gente di Ferrara merita la serie A - esordisce Milan Bortel, slovacco, classe ’87, difensore centrale spallino nelle stagioni dal 2009 al 2011 in Prima Divisione, ora al Bruck/Leitha in Austria -. Ho ricordi meravigliosi, tanti, tantissimi. Dai momenti passati con i compagni, alle vittorie, la città bellissima. Ferrara vive di calcio, adesso ancora di più e mi fa molto piacere».

Nel 2009-2010 ha giocato con due attaccanti del calibro di Fabio Bazzani e Giacomo Cipriani ma non sono bastati per fare il salto di qualità. Cosa è mancato?

«Non lo so, sinceramente. Abbiamo avuto anche altri giocatori di categoria superiore come Zamboni e Smit. Era un campionato molto competitivo. L’anno successivo abbiamo iniziato molto bene e dopo il girone d’andata eravamo al secondo posto. Poi, però, sono cominciati purtroppo i problemi societari e non siamo riusciti a raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati. Questo è il rammarico più grande dei due anni passati a Ferrara».

Che ricordi ha?

«La gente era calorosa. Ho ancora tanti amici lì, con cui sono rimasto in contatto. Quando c’è la possibilità torno molto volentieri a Ferrara. Quest’anno non sono ancora riuscito ma verrò sicuramente a vedere la Spal».

Passando alla stretta attualità, la Spal nelle prime sette giornate ha subìto 13 gol rispetto agli 8 della scorsa stagione...

«Sicuramente la Spal non ha iniziato bene come l’anno scorso, però non ne farei una tragedia. I biancazzurri hanno fatto un certo mercato e ci vuole sempre un po’ di tempo perchè tutte le cose si mettano insieme».

La Curva, anche nei momenti difficili, è sempre stata vicino alla squadra. È anche questo un valore aggiunto?

«Assolutamente si. Ed è giusto che sia così. Non bisogna dimenticare cosa è riuscita a fare la Spal in questi anni. Certo che arrivano anche i momenti difficili, ed e proprio lì che i tifosi devono stare vicini alla squadra. Per fortuna i sostenitori della Spal si intendono di calcio e, se i giocatori danno il 100 %, sono sempre vicini ai ragazzi».

Dopo tre sconfitte consecutive, la Spal non ha sbagliato il fondamentale derby con il Parma, vinto pur restando in inferiorità numerica negli ultimi 20 minuti. Cosa è mutato ?

«Contro il Parma era fondamentale il punteggio pieno per ritrovare un po’ di tranquillità. È partita molto meglio la Spal, oltre al gol ha avuto altre occasioni per andare in doppio vantaggio. Per 70 minuti ha giocato meglio facendo vedere il carattere anche in dieci uomini, senza concedere più di tanto al Parma. Una reazione importante per le prossime partite».

Semplici ha così festeggiato le ormai oltre 200 panchine con una vittoria che vale doppio.

«Non conosco personalmente il mister, ma prima di tutto penso che sia un persona di carattere e personalità importante. Il solo fatto che è per la sesta stagione sulla panchina della Spal parla per lui. In questi anni, insieme alla società, ha sempre saputo scegliere i giocatori giusti riuscendo a sfruttare al massimo il potenziale della squadra. C’è tanto di suo se la Spal si trova dove è adesso».

La sosta è arrivata al momento giusto o era meglio giocare sulle ali dell'entusiasmo?

«È arrivata opportuna. La vittoria contro il Parma ha permesso e permetterà alla squadra di lavorare con più serenità per preparare bene la trasferta di Cagliari».

La Spal avrà tre partite molto impegnative. Il Cagliari fuori, poi il Napoli in casa e il Milan a San Siro. Quanti punti pensa possano fare i biancazzurri ?

«Saranno tre partite molto difficili, ma quest’anno non ci saranno gare agevoli. Penso che sarà un campionato più equilibrato che mai. È importante continuare sulla strada che si è vista conto il Parma e riuscire a fare punti anche in queste partite».

Il Cagliari è reduce dal pareggio in trasferta con la Roma, che gara sarà?

«Complicata. Il Cagliari non perde da cinque partite. Sarà importante il lavoro tattico di tutta la squadra, cercando di sfruttare al massimo le occasioni che verranno».

Cosa teme maggiormente dei rossoblù?

«Giocano molto da squadra. Non mollano mai e sono riusciti a fare punti contro compagini importanti. In partite contro Napoli e Roma, anche avendo molto meno possesso di palla degli avversari, hanno sfruttato bene le poche occasioni create. È la concretezza che hanno in più rispetto all’avvio dell’anno scorso».

Nelle prime sei giornate la Spal ha sempre subìto gol, con il Parma invece la difesa è stata ermetica.

«È soprattutto un lavoro di tutta la squadra, non solo della difesa. I tre difensori centrali contro il Parma sono riusciti a lavorare molto bene. Se poi li aiutano anche i compagni più avanzati è più facile».

I valori aggiunti su cui costruire la salvezza?

«Il vero punto di forza deve essere lo spogliatoio. La squadra, come è stato negli anni passati. Poi, se i giocatori importanti come Petagna, Floccari, Valdifiori e Kurtic mettono la loro qualità, la salvezza potrebbe arrivare anche in anticipo. Me lo auguro per tutti i tifosi e la gente di Ferrara». —

Valentina Cristiani

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