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Feli Pharma travolta dalla grinta OraSì Attacco da rivedere

Mauro Cavina
Feli Pharma travolta dalla grinta OraSì Attacco da rivedere

Il Kleb in difficoltà a realizzare canestri da tre punti e pure in svantaggio fisico Rimonta illusoria con Wiggs e Baldassarre, poi i giallorossi riprendono il controllo

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RAVENNA. Oramai è chiaro. Se la Feli Pharma fatica così tanto a fare canestro da tre punti, vincere le partite sarà molto difficile.

E così è successo ieri contro l’OraSì, che oltre a segnare meglio da lontano rispetto al Kleb (42% contro un misero 10%), ha pure espresso una fisicità molto elevata per essere alla seconda gara di campionato. Oltre ai numeri, la differenza tra ferraresi e romagnoli è stata la determinazione e la grinta. Ravenna è scesa in campo pronta a sbucciarsi le ginocchia, Ferrara un po’ meno. Poi si può discutere sul metro arbitrali. Certamente s’è capito da subito che i fischietti avrebbero concesso molti contatti, soprattutto vicino a canestro. A volte pure troppi, come verso la fine col placcaggio su Fantoni. Ma è altrettanto vero che se il livello fisico era quello, la Feli Pharma doveva fare solo una cosa: provare ad adeguarsi.

Corpo a corpo

L’ha fatto per un po’, quando ha attaccato con coscienza e attenzione, senza sottrarsi a un gioco intenso. Pur con qualche giro a vuoto il corpo a corpo tra le due squadre è durato almeno due quarti, con Ferrara capace di andare avanti di cinque punti. Poi qualcosa s’è inceppato, e non sono solo per via dei tanti contatti concessi, ma c’è stato anche altro. Ravenna ha alzato la pressione, aumentato i contatti, e il Kleb non ha retto il passo.

Al rientro in campo, dopo il riposo lungo, Ravenna ha pigiato sull’acceleratore. Un parziale di dieci a zero che ha paralizzato la Feli Pharma. Thomas, poi Marino e ancora Thomas con canestro e tiro libero. Morale: al 25’ ecco il 50-41 che ha segnato a fuoco la partita. Un meno nove che Ferrara ha pagato a caro prezzo e che non è più riuscito a ricucire. Ci ha provato Fantoni, attaccando costantemente il ferro, o Vencato, che ha provato a mettere in ritmo la squadra pur con qualche difficoltà di troppo. Col tempo che correva, erano tanti gli errori al tiro da fuori. Per fortuna che tra tiri da sotto e una buona percentuale dalla lunetta, Ferrara è rimasta attaccata al match. Magra consolazione, però, visto che Ravenna ha giocato a lungo senza americani, seduti in panchina gravati di quattro falli, e il Kleb non ne ha approfittato.

Breve vantaggio

Nonostante questo, Ferrara ha avuto le forze e il merito di trovare il modo di fermare l’OraSì all’inizio del quarto periodo. È bastato far circolare bene la palla, sbilanciare la difesa ed ecco che qualche varco verso canestro s’è aperto. Ne hanno approfittato Wiggs e Baldassarre, che sono riusciti a portare in vantaggio Ferrara di due punti al 35’. Ma poi Ravenna ha immediatamente reagito con una tripla di Marino, un canestro da campione di Thomas e una scorribanda a canestro di Potts che ha segnato e guadagnato pure un libero, poi trasformato. Mentre Ferrara faceva fatica ad attaccare, a un minuto dalla fine l’OraSì era avanti di sette punti, un divario ormai incolmabile, vista anche la poca vena offensiva di Campbell, che si è costruito un paio di occasioni di tiro, ma senza trovare il canestro.

Delusione

A fine gara musi lunghi e tanta delusione tra i ferraresi. La possibilità di tentare il colpaccio c’era, ma le cose da aggiustare sarebbero state troppe. È vero, il metro arbitrale è un fattore, ma guardando il bicchiere mezzo pieno, la Feli Pharma può dire di avere retto il ritmo di una squadra come Ravenna, che in quanto a intensità può giocarsela con le migliori.

Dopo l’esordio con Orzinuovi e la gara di ieri, coach Leka e il suo staff avranno più di una indicazione per far lavorare la squadra e magari fare qualche aggiustamento tattico. In fondo siamo a inizio stagione e tempo per lavorare ce n’è tanto. Ferrara sa che deve migliorare in attacco. Ma può anche essere soddisfatta di come ha difeso ieri contro Ravenna e di come ha controllato l’area. Due elementi importanti che devono dare forza a una squadra che si sta formando.—

Mauro Cavina

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