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L’Nba riparte senza Zion Sullo sfondo c’è il nodo Cina

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new york (usa). La Cina smentisce di avere mai chiesto all’Nba il licenziamento del general manager degli Houston Rockets, Daryl Morey, al centro delle polemiche con Pechino per un messaggio su Twitter, in seguito cancellato, a sostegno delle proteste pro-democratiche di Hong Kong.

Lo ha riferito il portavoce del ministero degli Esteri, Geng Shuang, nel corso di una conferenza stampa. «Ho visto le notizie e ho fatto un controllo tra i dipartimenti in questione. Il governo cinese non ha mai fatto una simile richiesta», ha affermato Geng.

Un paio di giorni fa, il presidente dell’Nba, Adam Silver, aveva citato la richiesta di Pechino durante un incontro con la stampa statunitense a New York, aggiungendo che la lega professionistica di pallacanestro Usa non intendeva punire il general manager degli Houston Rockets.

Polemiche a parte, nella notte tra martedì e mercoledì partirà la stagione 2019/2020 della lega. L’attesissimo rookie Zion Williamson salterà le prime due settimane di campionato a causa di un ginocchio destro dolorante.

La prima scelta assoluta dei New Orleans Pelicans ha già saltato l’ultima gara di pre-season a New York.

Nelle gare di preparazione Williamson ha segnato in media 23,3 punti, 6,5 rimbalzi e 2,3 assist a partita.

Quest’anno sono tre gli italiani impegnati in Nba: Gallinari (Oklahoma), Belinelli (San Antonio) e Melli (New Orleans). —

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