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Idini e Zamboni nell’Arena sarda «Serve qualcuno che segni»

Idini e Zamboni nell’Arena sarda «Serve qualcuno che segni»

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ferrara. Domenica a Cagliari, sugli spalti della Sardegna Arena, c’era anche un vecchio amico della Spal: Costantino Idini.

quel gol alla lucchese

Sì, proprio il mitico Idinì, l’autore del fondamentale gol del pareggio che coronò la rimonta da 0-2 a 2-2 contro la Lucchese nella sfida-promozione del 1978, quando poi la Spal di Caciagli tornò in serie B.

Tino, come lo chiamano a Cagliari, è sardo verace, vive a poca distanza dal capoluogo (a Sarroch) ed ha assistito alla partita di domenica in compagnia di Armando Zamboni, ferrarese, classe 1952, suo compagno di squadra ai tempi della Torres. Zamboni per l’occasione era arrivato in Sardegna con qualche giorno d’anticipo, proprio per riabbracciare Idini e poi per andare allo stadio.

vecchi amici... a tavola

«L’ho invitato io - dice Idini -, è venuto a casa mia così abbiamo fatto le nostre partite... a tavola, visto che siamo belli grossi tutti e due, bevendo un buon Cannonau».

Della partita, quella sul campo, Idini ha un’idea precisa: «La Spal nel secondo tempo ha mollato di brutto, è stata aggredita dal Cagliari e si è arresa. Il secondo gol lo avrebbe potuto evitare, e quella rete l’ha “ammazzata” definitivamente».

salvezza e carenza

Idini comunque crede nella salvezza della Spal: «Penso che ce la farà, è una bella squadretta che sa anche esprimere un buon gioco. Però ha bisogno di qualcuno che faccia gol, un attaccante “consistente”. Domenica ci siamo avvicinati molto poco all’area del Cagliari».

“Ci siamo”: Idini dice proprio così: si sente ancora spallino? «Eh certo. A Ferrara ho trascorso due anni meravigliosi, non volevo andare più via. Mi sento sempre vicino alla città ed alla Spal». —

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