Ronaldo stregato da Sarri «Juve migliorata grazie a lui»
I bianconeri ospitano la Lokomotiv Mosca. Higuain ancora favorito su Dybala Il portoghese conquistato dal tecnico: «Il suo calcio offensivo ci valorizza»
Lo allena, esulta ai suoi gol e spesso si confronta direttamente con lui fuori dal campo, ma negli occhi di Maurizio Sarri c’è ancora quel genuino stupore di avere Cristiano Ronaldo in squadra. Come un sogno diventato realtà a 60 anni, ovvero guidare uno dei giocatori più forti al mondo dalla panchina della Juventus dopo aver fatto tutta la gavetta, ma ieri gli occhi li ha sgranati ancor di più quando alla vigilia della cruciale sfida di Champions – stasera allo Stadium contro la Lokomotiv Mosca – è arrivato il più forte e chiaro degli endorsement da parte del fuoriclasse portoghese, quasi trasformandosi in CR Sarri. «Quest’anno giochiamo un calcio più offensivo – ha spiegato senza troppi giri di parole Ronaldo, seduto al fianco del suo tecnico – e abbiamo un nuovo sistema che mi piace. Sono felice, così come lo è la squadra: siamo più a nostro agio, teniamo maggiormente la palla e siamo migliorati».
SQUADRA CONVINTA
Roba da violini suonati nel vento, ma questa è la conferma di come Sarri sia riuscito a convincere i giocatori con la forza delle sue idee: lo dimostrano i risultati, visto che la Juve è l’unica squadra imbattuta sia in campionato (prima con 22 punti su 24) sia in Champions (un successo sui russi ipotecherebbe la qualificazione agli ottavi), e adesso lo certificano le parole di Ronaldo.
«È motivo di soddisfazione e orgoglio poterlo allenare – ha subito ricambiato il tecnico toscano -: Cristiano ha una mentalità straordinaria che contagia, perché pone gli obiettivi a tutta la squadra. Lui è in continua evoluzione: ha segnato il 700° gol e stava già pensando ad arrivare a 800». La Champions è il palcoscenico più amato da CR7: ha realizzato 127 reti in 164 partite e insegue la sesta coppa con il terzo club diverso. Ci sarebbe anche il sesto Pallone d’oro nel mirino, ma con una piccola bugia ieri Ronaldo ha dribblato l’argomento: «Contano i premi collettivi, conta quel che posso fare per la Juve».
SFIDA NELLA SFIDA
Quella contro la Lokomotiv sarà una sfida nella sfida per Ronaldo, che si allunga la carriera («Ho dimostrato che l’età è solo un numero: mi rende felice vincere e segnare») e ora insegue un altro primato: affronta per la prima volta la squadra russa e in caso di gol sarebbe la 34ª vittima diversa in Champions, una in più di Raul. «Nessuno è mai riuscito a fermarlo finora», commenta il 72enne tecnico Yuri Semin, che curiosamente allenava già i moscoviti nella sfida di Coppa Uefa del 1993 contro la Juve di Baggio, Del Piero e Ravanelli. Il precedente sorride ai bianconeri, ma Sarri non si fida della capolista russa (1.700 tifosi al seguito) dopo averla vista vincere a Leverkusen contro il Bayer.
Ha di nuovo abolito il ritiro pre-partita, ma deciderà la formazione dopo la rifinitura mattutina alla Continassa: avanti con il 4-3-1-2 con Bernardeschi titolare e Higuain in vantaggio su Dybala per affiancare Ronaldo. L’uomo del destino e ora anche del sarrismo: «Abbiamo cambiato allenatore e giocatori per migliorare e vincere tutto». —
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