La Nuova Ferrara

Sport

serie a 

La Juve ringrazia il Parma Pari a Lecce, ma resta prima

dall'inviato
La Juve ringrazia il Parma Pari a Lecce, ma resta prima

Senza Ronaldo i bianconeri frenano: possesso palla e occasioni sprecate  Sarri: «CR7 aveva bisogno di riposo, ci è mancato solo buttarla dentro»

3 MINUTI DI LETTURA





dall'inviato

Gianluca Oddenino

lecce. Tanto rumore per nulla, forse. La Juve resta capolista con un punto di vantaggio sull’Inter e ringrazia per lo scampato pericolo di un doloroso controsorpasso in vetta, dopo aver vissuto un pomeriggio amaro e pieno di recriminazioni per la chance sprecata a Lecce, ma il passo falso dell’eterna rivale nerazzurra non cancella i dubbi e i problemi. L’1-1 in Salento, contro la coraggiosa squadra neopromossa guidata da Liverani, è un campanello d’allarme per i bianconeri. Non solo per come sono sfumati i tre punti, ovvero concedendo l’ennesimo gol agli avversari (finora solo in 4 partite su 12 la Juve è riuscita a mantenere la porta inviolata) con un ingenuo fallo di mano di De Ligt e sbagliando valanghe di chance sotto porta, ma anche per aver dimostrato che senza Ronaldo questa squadra non può stare.

Sarri ha denunciato «il pizzico di leggerezza per le occasioni non concretizzate», ma il primo ad essere stato leggero è proprio lui. Senza gli infortunati Douglas Costa e Ramsey, con Mandzukic fuori squadra causa mercato, la Juve non doveva rinunciare a CR7 in questa giornata. L’attacco senza alternative, con i giovani Olivieri e Han in panchina, è stato un peccato di presunzione. «Cristiano era stanco mentalmente - così l’allenatore ha giustificato la scelta - e in panchina avrebbe sprecato energie nervose. Era giusto dargli un turno di riposo, per mille motivi: ne sentiva la necessità».

Dybala e Higuain hanno provato a far dimenticare l’assenza di Ronaldo, ma la missione non è riuscita. Il Pipita è stato sfortunato anche nello scontro col portiere, mentre la Joya ha lasciato l’ennesima impronta in campo. Il numero dieci ha segnato il gol del vantaggio su rigore assegnato dal Var (fallo su Pjanic di Petriccione), dopo averci provato in tutti i modi in un primo tempo in cui la Juve ha prodotto 15 tiri e un possesso palla del 70%. Con i record non si vince, però, e così le imprecisioni in area (su tutte il palo a porta vuota di Bernardeschi al 62’) hanno frenato i bianconeri.

Da qui vuol ripartire Sarri. «Questo predominio non deve farci pensare che è tutto facile – spiega – e che la partita la mettiamo a posto quando vogliamo: noi creiamo occasioni perché vogliamo vincere». Resta la sensazione di una Juve che sembra specchiarsi nella bellezza del suo gioco, dimenticando così di segnare e tradendo di fatto l’antico istinto da killer della Juve. «Cosa manca per il sarrismo? Buttarla dentro», scherza ma non troppo l’allenatore toscano.

Come a Firenze, la Juve pareggia giocando in un caldo pomeriggio e indossando la maglia bianca. Chissà se interverrà il sempre attivo reparto scaramanzia su futuri orari e divise, ma nel frattempo qualcuno dovrà spiegare a De Ligt che il terzo mani in un mese è più di una prova di colpevolezza. A maggior ragione se commesso 5 minuti dopo un faticoso vantaggio. «L’istinto fa fare movimenti che possono essere pericolosi – lo giustifica il capitano Leonardo Bonucci - ma deve stare sereno: tutti siamo incappati in errori, il momento passerà e lui crescerà». —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google