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La maglia nera non sbaglia Zanoni più lento di Simoni e il nuovo record dell’ora è suo

La maglia nera non sbaglia Zanoni più lento di Simoni e il nuovo record dell’ora è suo

Al velodromo “Coppi” di Ferrara la sfida sotto il controllo attento dell’ex primatista Baronchelli Competizione e goliardia ma fra campioni veri del passato

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FERRARA. Bruno Zanoni è il nuovo primatista italiano dell’ora su pista. Alla rovescia, però: si tratta di ciclismo lento e vince chi percorre meno strada nell’arco dei 60 minuti. L’ultima maglia nera del Giro d’Italia (nel 1979, poi non venne più assegnata), ieri al velodromo “Fausto Coppi” ha chiuso i 60 minuti con 1.070 metri percorsi, due in meno di Gilberto “Gibo” Simoni, strappando il record a Gibì Baronchelli: l’anno scorso, sullo stesso anello, lo stabilì con 1.313 metri.

Il primato era di un mito del ciclismo italiano, quel Gianbattista Baronchelli professionista dal 1974 all’89 e che nel suo palmares vanta l’argento ai mondiali di Sallanches nel 1980, vittorie nei Giri di Lombardia (2), Piemonte (1), dell’Appennino (6) e 5 tappe del Giro d’Italia, che gli regalò anche tre podi (due volte secondo e una terzo), battagliando con il “Cannibale”, Eddy Merckx: «Per un anno il record è stato mio - dice Gibì -, ma vedo che Simoni usa una bici non regolamentare... È Zanoni il mio avversario, da mesi prepara quest’impresa: quando l’ho fatta io, c’era un gran vento».

Buon profeta Baronchelli, i fatti gli hanno dato ragione. Ma non finisce qui: «Sono sicuro che questo record susciterà interesse, crescerà, altri si cimenteranno. La sfida fra Simoni e Zanoni, perché anche lui ha fatto la storia, gli darà eco».

Simoni, subito prima d’iniziare la sfida, la mette in ridere: «Volevo venire con la Graziella o la mountain bike, anzi, potrebbe essere un’idea farlo con l’mtb: sarei il primo e il record sarebbe comunque mio. Perché ho accettato? Di cose serie non ne faccio più, faccio queste stranezze. Poi, però, c’è la parte seria, perché non è mica facile». «Con i freni ce la fai», interviene Baronchelli, ma intanto, come da regolamento, li tolgono alla sua bici.

Anche Bruno Zanoni, fra selfie e foto, si racconta, mostrando la sua maglia nera originale, rigorosamente di lana: «Non avrei mai immaginato che questa maglia sarebbe diventata un trofeo. Il record? È vero, l’ho preparato da giugno. Quando ho accettato la sfida, ho subito chiamato Baronchelli, che era il mio capitano, per dirgli che era più confacente a me. Volevo chiedergli un consiglio, ma, quando gli ho telefonato, ha riconosciuto il numero e mi ha subito detto “non chiedermi niente, non posso dirti niente”: questa è l’amicizia che ci lega!». «Una cosa è l’amicizia, altra la gara», chiosa Gibì... —

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