La Nuova Ferrara

Sport

Bonacina diviso a metà fra strategie e cuore A Ferrara con agonismo

L.M.
Bonacina diviso a metà fra strategie e cuore A Ferrara con agonismo

Il vice allenatore dei friulani torna “a casa” da grande ex emozionato Però non fa sconti: dobbiamo pareggiare la fisicità della Feli Pharma 

3 MINUTI DI LETTURA





L’INTERVISTA/2

Andrea Bonacina, adesso assistant coach di Alessandro Ramagli a Udine, domani tornerà a Ferrara da grande ex.

Uscendo dal tunnel degli spogliatoi non sbaglierà mica panchina?

«Chiaramente girerò a destra, verso la panca degli ospiti, ma un pezzo del mio cuore girerà a sinistra, per me è un ritorno a casa. Dentro il sostantivo casa c’è il basket, ma non solo: ci sono una serie di amicizie e di relazioni umane che ho costruito e che resteranno indelebili, posso dire che girerò un po’ verso entrambe le panchine».

Bonacina, si aspettava una Feli Pharma così in palla dopo quattro gare di campionato?

«Assolutamente sì. Come avevo già detto prima dell’appuntamento della Supercoppa, la Feli Pharma è stata costruita con un grande senso e con un’impronta molto chiara».

Quale?

«Ferrara è una squadra caparbia, tosta, con la fisicità di fondo straripante negli esterni: Vencato, Wiggs e Campbell penso sia il trio di guardie più atletico e fisico del campionato. C’è inoltre una solidità interna veramente importante, con Fantoni e l’esperienza di Baldassarre. Avevo detto che Tatu Ebeling poteva essere la sorpresa fra i giovani del campionato e non mi sta smentendo, bravo lui. Panni s’incastra perfettamente in questo meccanismo, dà imprevedibilità da fuori sugli scarichi giocando il pick&roll, che, come si è visto durante l’ultimo parziale contro Mantova, può pure spezzare le gare. Ne parlavo proprio con lui, dico che i 23 punti realizzati negli ultimi 10’ contro i virgiliani, se non sono un record assoluto, ci andiamo vicino. Ferrara è compagine costruita bene, così mi aspetto che sarà una bella gara».

Cosa ci dice, invece, della sua Udine?

«Purtroppo abbiamo avuto una pre-season travagliata, fra le gare ufficiali della Supercoppa, che non ti permettono di allenarti come si dovrebbe, e molti acciacchi, soprattutto sugli esterni, ma pure con Zilli, oltre ad Amato, Cromer, Nobile e Cortese. È vero, non ci siamo mai allenati al completo, ma abbiamo tante alternative, per cui la costruzione dello stare assieme deve venire strada facendo, cerchiamo di farlo vincendo più gare possibili. Abbiamo faticato molto a Roseto e a Milano, siamo contenti dei due punti contro Forlì. Proveremo a replicare lo stesso tipo di prestazione a Ferrara, consapevoli che andremo su un campo dove vinceranno in pochi: vogliamo provare a essere fra quei pochi».

Come si batte la Feli Pharma?

«Se non pareggi l’intensità che loro riescono a mettere, perdi. Prima di tutto, dovremo cercare di pareggiare la lotta a rimbalzo, come l’impatto fisico e la capacità che ha Ferrara di dominare il pitturato e di arrivare vicino a canestro, per poi prendersi falli e tiri liberi. Insomma, si giocherà tanto dal punto di vista dell’impatto agonistico e fisico, questa sarà la chiave di volta e chi riuscirà a mettere più energia in campo, avrà più chance di successo».

La parola passa al parquet e per Andrea Bonacina, Giacomo Braida e Riccardo Cortese quella di domani sera sarà una gara di cuore, oltre che di tecnica. —

L.M.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google