Mecacci richiama la Tramec: «Torna a difendere»
La vittoria in extremis ad Ancona non può bastare al coach, indispettito dall’approccio alla gara della sua squadra
CENTO. Non bella, ma vincente. Quasi al fotofinish. La Tramec subisce il ritmo di Ancona, che insegue la prima gioia della stagione, va subito sotto con una svantaggio che sfonda la doppia cifra, regala 47 in punti in 20’ non riuscendo a limitare l’ira dei marchigiani, che tirano con percentuali inverosimili. La carica la suona capitan Rossi (seconda “doppia doppia” di fila con 21 punti e 11 rimbalzi), che, dopo l’intervallo lungo, riavvicina una Tramec che presto mette la freccia, ma, pur sembrando averne di più, subisce il contro sorpasso dei padroni di casa. Senza coach Mecacci, invitato dagli arbitri ad allontanarsi dalla panchina, la Tramec reagisce e, quando i giochi sembrano fatti, gli esterni centesi la ribaltano. Per ultimo, Fallucca, che segna la tripla del sorpasso a 17” dalla sirena. Senza esito l’ultima azione di Ancona.
È la quinta vittoria di fila, ora al comando della classifica di sono Cento, Piacenza e Fabriano, per una prima mini fuga. Mecacci si prende la vittoria, ma la serata di domenica non è di quelle da ricordare come esempio per il bel gioco della squadra: «Posso commentare quello che ho visto prima che mi buttassero fuori - ha detto Mecacci -, il finale proprio non l’ho visto. Intanto è doveroso fare i complimenti al mio vice Cotti: l’ha vinta con cuore, orgoglio e carattere. Per i primi 32’ dico che era inammissibile avere un pessimo approccio alla partita, dopo una settimana in cui si diceva di essere mentalmente preparati, perché Ancona avrebbe avuto una reazione anche con il nuovo innesto di Gueye. Siamo andati sotto nel punteggio, anche in modo netto, abbiamo concesso troppo, sbagliato tanti liberi (12/30 dalla linea della carità), fatto cose che ci devono far riflettere. Non sono l’allenatore che dice ok, abbiamo vinto, siamo tutti bravi e belli. Abbiamo vinto con il carattere, ma in settimana ci sarà da lavorare».
Il coach entra nello specifico e punta il dito su cosa non ha funzionato: «Male la difesa, abbiamo preso 84 punti dal terzultimo attacco del girone; siamo andati benino su Centanni e Ferri, ma concesso troppo a rimbalzo, preso canestri banali senza tenere nell’uno contro uno. Ci vuole più attenzione, da subito, senza dover andar sotto. I liberi? Contro Chieti sono stati decisivi, ad Ancona una vera spada di Damocle. Così come fino a qualche settimana fa si faceva fatica a passare la palla, e ora il gioco è comunque più fluido, tutti segnali di una squadra che ancora non ha trovato il suo equilibrio, come altre, e i risultati lo confermano».
Non solo bastone, la vittoria porta comunque anche considerazioni positive: «La squadra ha margini di crescita, è stata la quinta vittoria di fila, siamo gli unici ad avere vinto per tre volte in trasferta. In attacco abbiamo sbagliato, oltre a tiri da molto vicino, anche tiri aperti, vuol dire che produciamo. Abbiamo segnato 85 punti commettendo errori banali, facendo cose normali avremmo superato i 90 punti. Ma, detto questo, non possiamo permetterci di perdere quella che è la nostra prerogativa, la difesa». —
Simone Gagliardi
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