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Omar Roma e le radici della rinascita spallina «Il presidente sa sognare Semplici vale Ferguson»

Davide Bonesi
Omar Roma e le radici della rinascita spallina «Il presidente sa sognare Semplici vale Ferguson»

Uno degli storici capitani della Giacomense che raggiunse la C2 non è stupito della scalata di Mattioli e della famiglia Colombarini 

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la storia



È stato uno degli ultimi capitani della Giacomense del presidente Mattioli, di sicuro fra i più vincenti e iconici, con quella lunga coda di cavallo e l’eleganza che solo certi centrocampisti riescono ad avere. Omar Roma era uno di questi, anche se poi nel corso della carriera ha arretrato il proprio baricentro, diventando regista difensivo che ha saputo brillare per classe e concretezza.

gran salto

Il giocatore originario di Oderzo (Tv) è legato alla doppia promozione della Giacomense dall’Eccellenza ai professionisti, quest’ultimo traguardo storico con mister Benuzzi in panchina. Ebbene, l’ormai 44enne giocatore ancora non ha appeso le scarpe al chiodo, tanto che aveva iniziato l’attuale stagione nelle fila della Dozzese, compagine imolese finita in Seconda categoria. Poi alcuni giorni fa l’annuncio di Roma di chiudere qui la propria avventura nel calcio, dopo una lunga carriera sempre in bilico tra i professionisti, con la serie C2 conquistata (e giocata) anche al Castel San Pietro e poi al Frosinone.

tappa

«Frosinone per la piazza è stata una tappa importante, però gli anni della Giacomense e quelli subito dopo a Castel San Pietro sono stati i più belli - racconta Roma -, quelli in cui ho avuto le maggiori soddisfazioni, non solo per i due campionati vinti, ma soprattutto per il gruppo che avevamo creato. Anzi, a distanza di anni mi permetto di dire al “pres” Mattioli che è stato un errore smantellarlo. Ricordo ancora una cena al ristorante 800, dissi all’allora ds Menegatti che se avessimo vinto il campionato avremmo dovuto fare tutti insieme anche la C2 ed era d’accordo pure mister Benuzzi. E io dovevo essere il capitano. Poi, invece, saltò tutto e del gruppo rimase praticamente nessuno in rosa».

Nel frattempo, la Giacomense è diventata Spal e Mattioli è presidente in serie A, chi l’avrebbe detto... «Beh, il fatto di arrivare a Ferrara e giocare allo stadio Mazza è sempre stato un suo sogno e lo raccontava a tutti. Devo ammettere che noi pensavamo fosse matto, invece alla fine ha avuto ragione. Il grande pregio di Mattioli è che ha sempre scelto le persone giuste nei momenti giusti, ecco se posso fargli una colpa è di aver sbagliato qualche volta atteggiamento e di aver chiuso i rapporti con qualcuno in modo sbrigativo, però con lui siamo sempre stati trattati da professionisti, quindi ci può stare anche questo».

effetto

Ma fa indubbiamente effetto vedere Mattioli e la famiglia Colombarini gestire una società di serie A, lo conferma anche Roma: «Sono contento soprattutto per Simone (Colombarini, ndr), quando c’ero io la famiglia era semplicemente sponsor. Siamo stati noi giocatori a dire al presidente durante una cena di coinvolgere lui e sua moglie Elisa e da allora non hanno più lasciato la squadra, fosse la Giacomense o la Spal. Ma un’altra persona fondamentale in serie A è mister Semplici, fosse per me lo legherei a vita alla Spal come Ferguson al Manchester United. È bravo, perché sa valorizzare i ragazzi, penso a Lazzari ma non solo, e ha saputo mostrare ottime cose in tutte le categorie. E da giocatore aggiungo un altro fattore importante: la squadra è con lui e sono convinto che la salvezza arriverà anche stavolta». —



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