Il Verona fa festa mentre scoppia il caso razzismo su Balotelli
VERONA. Sul campo vince il Verona (2-1), che infila la seconda vittoria di fila e vola a centro classifica inguaiando il Brescia e la posizione di Eugenio Corini, al terzo stop di fila e in piena retrocessione. La sfida del BentegodI però inevitabilmente verrà ricordata per l’interruzione del match al 10’ della ripresa per cori razzisti nei confronti di Mario Balotelli, che ha anche minacciato di lasciare il campo prima di tornare sui suoi passi, anche grazie all’intervento di compagni ed avversari, e segnare nel finale il gol che ha riaperto la partita ma che non ha alla fine evitato uno stop pesante per le rondinelle. La sfida è stata interrotta per tre minuti dopo che Mario Balotelli ha scagliato il pallone in tribuna, innervosito dagli insulti razzisti nei suoi confronti. È accaduto al 55mo, poco dopo il primo gol dei padroni di casa realizzato da Salcedo. L’attaccante delle rondinelle era vicino alla bandierina del corner sotto la curva dei tifosi veronesi e stava difendendo palla dall’avversario quando all’improvviso si è fermato, ha afferrato la sfera e l’ha calciata verso la curva. Balotelli a quel punto ha preso la via degli spogliatoi facendo cenno che non avrebbe più giocato. A quel punto l’arbitro Mariani ha sospeso la gara e compagni e avversari lo hanno abbracciato per farlo desistere. Lo speaker del Bentegodi ha quindi letto l’annuncio che chiedeva di far cessare i cori discriminatori mentre il resto dello stadio ha urlato «Mario, Mario» per soldarietà con il numero 45. Poi la partita è ripresa. —
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