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Larissa Strefezza: «Il mio Gabriel affettuoso e con orgoglio spallino»

Valentina Cristiani
Larissa Strefezza: «Il mio Gabriel affettuoso e con orgoglio spallino»

Sogni, emozioni e sacrifici del talento biancazzurro raccontati dalla giovane moglie La vita a Ferrara con la piccola Manuela e gli appuntamenti allo stadio per fare il tifo 

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La storia

Eclettico, concreto e duttile. L’esterno brasiliano spallino classe 1997, Gabriel Strefezza, dopo un anno giocato con la Primavera spallina (2016/17), è andato in prestito alla Juve Stabia in C e poi alla Cremonese in B. Ha fatto ritorno alla casa madre biancazzurra questa stagione ed ha debuttato in serie A. Fornendo due assist: per la rete decisiva di Petagna nel derby col Parma e il gol di Kurtic col Napoli. Racconta una storia di sport e di vita Larissa Bernardes, la bellissima moglie di Gabriel.

Larissa, come vi trovate a Ferrara?

« Ferrara è una città bellissima, molto tranquilla. Sto bene qui e mi piace viverci. Tutti i tifosi della Spal sono molto amichevoli e rispettosi. Ci hanno ricevuto nel migliore dei modi».

Prima di conoscere Gabriel era appassionata di calcio?

«Prima di incontrarlo, nel 2012, non seguivo il calcio. Poi, quando ci siamo conosciuti, ho iniziato a seguirlo e sono diventata una tifosa».

È stato amore a prima vista?

«Sì, un bellissimo amore a prima vista. Mi sono innamorato di lui perché è estremamente gentile e affettuoso».

Ricorda la proposta di matrimonio?

«Dopo sette anni di fidanzamento, Gabri mi ha chiesto di sposarlo. È successo a Cremona: ha preparato una cena romantica per me. Ero molto commossa e al contempo felice».

Cosa le piace di suo marito e cosa la fa arrabbiare?

«Mi piace il modo in cui tratta le persone, sempre molto educato e affettuoso. Anche quando mi fa arrabbiare è sempre molto calmo».

Che genitori siete per la vostra piccola Manuela?

«Gabriel è un padre esemplare, geloso e molto affettuoso con la nostra bambina. Io sono una madre amorevole, rigida e troppo protettiva. Siamo genitori giovani, impariamo ogni giorno e vogliamo sempre fare il meglio».

Segue suo marito allo stadio ogni domenica?

«Adoro essere la sua fan numero uno e mi impegno sempre ad andare allo stadio in casa. Quando giocano in trasferta, invece, lo guardo in televisione. Nostra figlia viene sempre con me a guardare il papà. Lo ama molto e grida sempre il suo nome. Diciamo che è già una grande tifosa e adora il calcio. Ne siamo entrambe entusiaste e felici perché Gabri ha sempre lavorato duramente per arrivare dove si trova».

Con chi avete legato maggiormente degli altri compagni di squadra?

«Ho conosciuto la moglie di Igor, Bianca. Anche lei, come me, è brasiliana. Certo che esistono amicizie nel calcio e dovunque vado faccio sempre belle conoscenze».

Pro e contro di essere la moglie di un calciatore?

«È positivo perché possiamo conoscere nuovi paesi, culture, lingue e fare amicizie. Svantaggi: i calciatori viaggiano troppo e non sono sempre a casa. E anche l’essere lontano dalla famiglia che è rimasta in Brasile».

È scaramantico suo marito?

«Superstizioso no, ma religioso sì. Prima di entrare in campo prega sempre e parla con Dio».

Fate sacrifici a tavola?

«Gabriel ha una dieta che il nutrizionista della Spal gli fa seguire in forma rigorosa e l’abbiamo seguita rigidamente».

Si ritiene una brava cuoca?

«Sì, penso di esserlo: i nostri piatti preferiti sono i tipici piatti brasiliani chiamati stroganoff e fricassea».

Dopo la gavetta in C alla Juve Stabia e in B alla Cremonese, in questa stagione Gabriel è stato decisivo tutte le volte che la Spal ha fatto punti...

«Sono molto orgogliosa di lui. Ho sempre creduto nel suo potenziale, ma aveva bisogno di un’occasione per dimostrarlo a tutti. E Semplici gli ha dato questa opportunità. Siamo molto grati e felici».

Nel derby con il Parma suo marito è stato il migliore in campo, fornendo l’assist per la decisiva rete di Petagna e sfiorando in un paio d’occasioni la rete personale. Poi l’ingenuità dell’espulsione…

«È stata una grande partita, davvero un peccato per l’espulsione. Ma è stata un’esperienza di apprendimento».

Cosa deve cambiare nell’atteggiamento la Spal per salvarsi quest’anno?

«La Spal è una grande squadra e penso che, col tempo, i ragazzi inizieranno a vincere le partite in trasferta. Hanno il potenziale per farlo. La squadra sta guadagnando equilibrio e sono sicura che raggiungerà l’obiettivo».

Le vittorie o le sconfitte della Spal condizionano la vostra vita a Ferrara?

«La Spal è sempre importante. Condiziona il comportamento di Gabri e anche quello di tutta la famiglia. Noi siamo parte della Spal. Vogliamo sempre vincere e quando non succede speriamo che i giorni passino velocemente fino alla prossima partita».

I vostri sogni nel cassetto nel medio-lungo termine?

«Crescere sempre più nel calcio, in modo da poter dare alle nostre famiglie un futuro migliore». —

Valentina Cristiani

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