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«Per le società i fondi ci sono Bisogna saperli intercettare»

Sergio Armanino
«Per le società i fondi ci sono Bisogna saperli intercettare»

Pareschi (delegata Coni) chiama i dirigenti di associazioni sportive dilettantistiche «Serve aggiornarsi e intraprendere nuove strade, venite a imparare come si fa»

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Sempre più difficile, per associazioni e società sportive dilettantistiche, trovare il modo di sovvenzionare le proprie attività. Nel Ferrarese più che altrove, poi, gran parte dei dirigenti sono legati a metodologie sorpassate nella ricerca dei finanziamenti. Ecco, allora, che il Coni propone uno specifico corso, per imparare a muoversi negli attuali scenari. Tre appuntamenti: venerdì 15 novembre, venerdì 22 e venerdì 29. Iscrizioni entro venerdì 8 (ferrara@coni.it).

«È un seminario - spiega Luciana Pareschi, delegata Coni di Ferrara - attivato dalla scuola dello sport regionale. Viviamo un tempo in cui le società sportive hanno grosse difficoltà ne proporsi o a partecipare a bandi, anche europei, per raccogliere fondi. Le capacità che devono avere le società per andare avanti sono tante: abbiamo colto l’importanza del tema e lo abbiamo proposto. I relatori sono dei luminari dell’argomento: vogliamo che quello che viene riferito ai dirigenti sia di pratica vera. Ma loro sono un po’ birichini, questa è l’abc per un dirigente: ormai la raccolta dai piccoli sponsor locali non basta più, eppure loro restano ancora lì...».

Serve un passo avanti, verso il presente e il futuro, eppure le adesioni al corso latitano: «Per ora sono appena una decina - si rammarica Pareschi - , a fronte di un tema così importante. Il corso sul bilancio ha tante adesioni, questo ancora no. Bisogna cambiare: i dirigenti devono imparare a lavorare assieme, per partecipare a concorsi e bandi, bisogna mettere assieme progetti e un mucchio di soldi, che ci sono, ma non vengono intercettati».

Gli esempi virtuosi, per lo più, sono fuori dalla nostra provincia: «Modena è sempre la nostra bandiera regionale, già quando hanno iniziato a parlare di polisportività, ma anche a Reggio e Bologna sono avanti. Forse a Ferrara abbiamo bisogno di più tempo... Qualche esempio positivo, però, non manca neppure da noi: la Pgf, gestita da professionisti, marcia su progetti, l’anno scorso addirittura uno con l’estero, ma è l’unica che ha iniziato a muoversi in questo senso, e ha avuto ritorni».

I più si affidano alla raccolta tradizionale: «Ma è desueta! Quando vai dall’amico a chiedere la sponsorizzazione, lui che ritorno ha? Bisogna fare operazioni di altro respiro, come quella del Canoa Club con il progetto Tokyo 2020: lo sponsor, che lavora molto in Giappone, lo ha agganciato e sta facendo un bel lavoro, è venuto anche da me per ragionare di nuovi progetti, dalla Spal al basket al pattinaggio, perché occupandosi di lenti a contatto propone uno strumento che serve agli sportivi. Siamo molto indietro su queste cose, è difficile: non tutti hanno il giovane che va alle Olimpiadi e fa da traino... Chi fa la serie A è di un mondo diverso, ha strumenti diversi: per gli altri bisogna inventarsi nuovi percorsi, che non sono la partita, ma coinvolgere le famiglie».

Pareschi, infine, attacca un luogo comune: «In tanti dicono che la Spal in serie A ha drenato risorse: no, ha portato un grandissimo movimento su tutti i fronti. La Spal non drena i mille/duemila euro che andavano alle piccole realtà: ho studiato la questione».

E l’esempio arriva immediato: «La Vis di Bertelli lavora benissimo, sa “accarezzare” lo sponsor, lo rende contento e partecipe dello sforzo che sta facendo e gliene rende merito, coinvolgendolo».

In chiusura, l’appello: «È importante partecipare a questo corso, le società ne trarrebbero un grande vantaggio. Ne abbiamo tanti volontari: a volte bravi, a volte allo sbaraglio, devono fare ancora meglio». —



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