La carica dei mille per aiutare Semplici nella corsa salvezza
Domani alla Dacia Arena la tifoseria estense mobilitata per una gara fondamentale
l’esodo
“Tutti a Udine”. Il popolo ci crede. Il popolo non molla e dà un chiaro segnale a tutti. Giocatori e società compresi. Se la Spal sta indubbiamente vivendo il suo momento più difficile dal suo ritorno in serie A nel 2017, la tifoseria si stringe ancora di più ai suoi giocatori nella situazione del bisogno. Non si spiega in altro modo il vero e proprio esodo dei mille – e forse alla fine si andrà anche oltre – che si annuncia per domani pomeriggio quando ci sarà la delicatissima sfida che vede i biancazzurri sfidare in uno scontro diretto salvezza la formazione friulana.
inversione
Mille persone al seguito dei biancazzurri nella speranza di vedere invertire una tendenza e di potere festeggiare il primo gol lontano dal Paolo Mazza e anche i primi punti che servono come il pane in una classifica che al momento langue assai. L’appoggio del popolo biancazzurro per la verità non è mai mancato, come testimoniano anche le recenti duecento presenze a Cagliari, che se si facesse una classifica rapportata alla tipologia di trasferta e alle difficoltà logistiche sono il top dei top.
È chiaro anche che, al terzo anno di fila in A, i numeri assoluti non possono rimanere quelli del primo anno. Anche per una mera questione di costi, un calo fisiologico delle presenze non può che esserci. I 4.000 di San Siro della prima trasferta del primo anno contro l’Inter a settembre sono ancora nella memoria di tutti, ma anche 1.000 persone che partono in un momento come questo per Udine hanno un valore immenso. Aiutano una distanza non proibitiva, l’importanza del match e l’orario (15) in una giornata festiva.
La squadra è in chiara difficoltà, fatica a fare punti e a trovare la via della rete, e nonostante un brusco finale di gara lunedì sera contro la Sampdoria con le frizioni tra il pubblico e la squadra, il popolo c’è sempre.
nessun molla
“Noi non molliamo, non indietreggiamo di un millimetro. Non ci va bene tutto solo perché stiamo vivendo un sogno, ne abbiamo altri e ancora più grandi in cui crederemo sempre. Sempre. Non per la categoria o per le manie di grandezza ma per orgoglio, per amore dei nostri colori, della nostra curva della nostra città”. Questo è lo spirito della Curva Ovest. —
Andrea Tebaldi
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