Spal sui carboni ardenti contro un’Udinese che però è alla portata
I friulani possono respirare perché nell’ultimo turno hanno battuto il Genoa I biancazzurri nei guai dopo il ko con la Samp: ma il rendimento non è così diverso
Tredici a sette. E fa un mondo di differenza. Anche se, in fondo, è stato un “dettaglio” a tracciare questo solco profondo tra Udinese e Spal. I friulani la settimana scorsa erano a quota dieci punti, sbancando Marassi (sponda Genoa) hanno fatto tredici. La Spal, contro l’altra genovese, ha invece perduto rimanendo a quota sette. Scendendo uno scalino in graduatoria e trovandosi ultima. In classifica, dunque, alla vigilia del faccia a faccia della Dacia Arena (domani ore 15) ci sono sei passi di distanza tra le contendenti, ma le statistiche raccontano invece di un match che ha in sé i presupposti dell’equilibrio.
possesso palla
Intanto, biancazzurri e bianconeri non hanno il gol nel dna. Ultima la Spal con 7, appena uno in più e conseguentemente penultima l’Udinese. Ecco, si prospetta una partita di lotta e poco di governo. Tesa ed imprecisa. Entrambe costruiscono poco, inevitabilmente non avendo cecchini implacabili realizzano meno. L’Udinese è 16ª alla voce tiri in porta (96, dei quali 52 nello specchio), la Spal viaggia a 88 con la miseria di 39 nello specchio). Di questi, ventidue li hanno scagliati Petagna (13) e Kurtic (9). Il senso è lampante: più della metà dell’urto offensivo biancazzurro è affidato ad appena due calciatori. L’assenza di Di Francesco sta costando carissima, perché il fantasista era l’unico a dialogare con Petagna ma anche a cercare con assiduità la via della rete. E a parte Kurtic, i centrocampisti spallini manco si avvicinano all’area. Tra Missiroli, Murgia e Valoti (l’anno scorso invece incursore ficcante) siamo allo zero. L’Udinese tira in porta 52 volte, s’è detto, ed ha in Lasagna e nel ritrovato De Paul i terminali più efficaci.
Sì, sarà gara di muscoli. Perché nel possesso palla c’è poca verticalizzazione: Spal con 21’21” di gestione ma appena 10’53” di media nella metà campo rivale. I friulani sono a 23’29” con 10’04” nel territorio altrui. Non meraviglia, pertanto, che la Spal sia la squadra che subisce più tiri e Berisha (dopo il torinista Sirigu) il portiere più bersagliato: 48 parate. Se la palla l’hanno gli altri, ovvio che la difesa fatica.
precisione
«Abbiamo cercato il gol con insistenza, effettuando moltissimi cross» disse Semplici lunedì notte dopo il ko con la Sampdoria. Il guaio è che gran parte di questi traversoni sono fuori misura: Reca la palla sulla testa di Petagna la mette poche volte. Su 109 traversoni spallini, 60 teoricamente utili. L’Udinese su 115 ne vanta 63 sfruttabili: siamo lì. Leader è il Toro con 87 cross convertibili in gol. La sfida si deciderà a centrocampo. E sarà tonnara. L’Udinese ha in Samir il re dei recuperi, 3º in graduatoria, ma pare che il riconfermato a tempo mister Gotti gli voglia preferire la maggiore qualità di Mandragora. Perché in mezzo non intende rinunciare al maratoneta Jalalo (10,8 km a gara), che incrocerà i “podisti” estensi Missiroli (se giocherà al posto di Valdifiori) e Kurtic che è il top spallino con 11 km a partita.
scelte
Mister Semplici si porterà il dubbio Vicari (spalla dolorante) fino all’ultimo. La squalifica di Igor e le incerte condizioni del capitano aprono la porta al suggestivo scenario di un ritorno in campo di Felipe, finito indietro nelle gerarchie spalline. Dopo una vita ad Udine, sarebbe catartico per Felipe ridiventare titolare proprio alla Dacia Arena. A destra sarà tutto da gustare il duello fra il trottolino Strefezza ed il toro Sema, che ha una fisicità debordante. Altro dubbio biancazzurro: rimettere Valdifiori in mezzo o lasciare Missiroli? Posto che la “gamba” di Murgia serve ai fianchi dopo l’esperimento non felicissimo di lunedì in cui Murgia ha giocato centrale. Dovrebbe finalmente, a cinquanta giorni di distanza, riassaporare il campo Di Francesco destinato alla panchina.
L’Udinese adatterà Opoku a destra e per Reca potrebbero esserci praterie e libertà. Non rinuncerà a De Paul a fare da pendolo tra centrocampo ed attacco e sarà proprio la marcatura del talentino friulano l’aspetto tattico più delicato per la Spal. Davanti Nestorovski parrebbe preferito a Lasagna, soprattutto giocherà Okaka che l’anno scorso in meno di cinque minuti demolì la Spal con una doppietta. Ma all’epoca la Spal era salva da tempo, stavolta ci sono carboni ardenti sotto i piedi. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google