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Sinner vince l’Atp Next Gen Il Predestinato scala il mondo

Stefano Semeraro

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Un Maestro l’Italia ce l’ha già: si chiama Jannik Sinner. Il Predestinato, il Prescelto, il golden boy del tennis italiano che ieri ha disintegrato il numero 18 del mondo Alex De Minaur (4-2, 4-1, 4-2) nella finale delle Atp Next Gen Finals di Milano e passa un testimone fantastico a Matteo Berrettini che oggi a Londra debutta contro Djokovic nelle Atp Finals. Lo chiamano il «master dei piccoli», ma questa è roba da grandi. E adesso i paragoni che a mezza voce un po’ tutti avevano iniziato a fare con miti del tennis come Djokovic e Murray non sembrano più tanto folli.

Un anno fa Jannik, nato a San Candido, cresciuto fra la Val Pusteria e Bordighera, dove a 13 anni si è trasferito all’Academy di Riccardo Piatti, era numero 770 del mondo. Oggi è n. 95, ma è una classifica bugiarda: il baby meraviglia vale già un posto fra i primi 20 o 30 del mondo. Sbirciare nel suo futuro mette quasi paura. «Sono quasi senza parole, anche perché sono uno di poche parole, lo sapete. Ma questa è stata una settimana incredibile».

A diciotto anni ha vinto la sua prima, vera finale – in tabellone a Milano c’erano solo top-100, altro che bambini – dopo un anno straordinario, giocando una partita perfetta, quasi sconcertante, contro un avversario che quest’anno ha vinto tre tornei Atp e a ottobre si è inchinato solo a Federer nella finale di Basilea. E dire che in tabellone c’era entrato solo con una wild card. «Non mi importa la classifica, mi importa dove sarà Jannik fra due anni», dice il suo coach Riccardo Piatti, ma ormai l’anticipo è clamoroso.

A 18 anni e 2 mesi era già fra i primi 100 del mondo, nessun italiano – neppure Panatta – è mai stato così precoce. Jannik gioca già un tennis strepitoso, il suo rovescio ricorda quello di Murray, ma più aggressivo, gioca con i piedi dentro il campo come Djokovic. Serve ai 200 all’ora, ieri ha giocato una risposta, di diritto, ai 158. Tatticamente sembra un 30enne, anche la capacità di restare calmo e giocare i colpi migliori al momento giusto è da fuoriclasse. E il bello è che può ancora migliorare: in tutto. L’Allianz Cloud del resto lo ha accolto come un profeta, e la Sinnermania ormai è partita. «Il mio obiettivo è diventare n. 1 del mondo, non ho paura a dirlo – aveva ammesso prima del torneo – sento di potermela giocare con tutti». Crediamogli senza ironie. —



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