D’Auria, passione di presidente «Nel Kleb siamo tutti primattori»
Serie A2. L’onda Albiceleste della Feli Pharma sta riportando entusiasmo tra i tifosi Squadra in vetta e società che è sempre al lavoro per darsi una struttura solida e moderna
l’intervista
Marco Nagliati
L’onda Albiceleste è una sorta di restaurazione cestistica. Dopo qualche momento di pane e acqua, con brevi momenti di orgoglio reazionario, la Ferrara che veste il biancazzurro della palla al cesto sta rivestendosi di grandeur. Non solo perché è prima nella classifica di A2, soprattutto per l’aria di ricostruzione che s’avverte nel pianeta basket estense. C’è un progetto che sale di livello, in ogni settore: solidità e modernità. La prima squadra ed il parquet non sono l’unico terminale, pure se restano vetrina di fondamentale importanza. Dietro c’è sostanza. Una società che pensa a 360º e che inizia a raccogliere una semina che, in fondo, è iniziata da pochi mesi. La Feli Pharma domenica in diretta televisiva ha battuto San Severo e in serata, con la sconfitta della corazzata Verona, si è trovata capoclassifica. Novembre è mese di lavoro e non di illusioni, perché i playoff sono distanti anni luce e le partite da affrontare parecchie. Però...
Però, presidente D’Auria, trovarsi lassù fa risplendere il Kleb.
«Mannò, la classifica non la guardo neppure. È presto. Il nostro unico obiettivo è proseguire così. Coach Leka sta lavorando molto bene e tutti i giocatori rispondono benissimo alle sollecitazioni. Da parte mia continuo a ripetere: piedi per terra. Prima pensiamo a conquistare i punti necessari alla salvezza, poi vediamo. Tutto quello che arriverà sarà guadagnato».
D’accordo che nello scorso campionato, fino a febbraio il Kleb ha rischiato di retrocedere, ma ora non le pare esagerato pensare solo alla salvezza?
«I successi fanno piacere ed è indubbio che vincere aiuta a vincere. Inoltre i risultati della squadra favoriscono l’avvicinarsi della gente al palasport. Ripeto, tutto positivo e stiamo lavorando bene. Però so anche che basta poco a far girare il vento: per questo chiedo umiltà e concentrazione».
Domenica, in un orario non comodissimo qual è quello di mezzogiorno, c’erano milleottocento spettatori.
«Il lavoro che stiamo facendo va in profondità. Vogliamo coinvolgere i giovani e le loro famiglie. È un percorso che richiede pazienza, ma in società tutti stanno facendo ottime cose».
Prima del match con San Severo che è valso il primato del suo Kleb, lei è stato eletto nel Cda della Lega Nazionale.
«E non lo interpreterò come ruolo di facciata. Spero di essere sempre più attivo e dare una continuità al lavoro all’interno del mondo del basket. Il presidente della Lnp, Pietro Basciano, domenica era a Ferrara ed ha visto la partita con San Severo. Poi abbiamo pranzato assieme. Abbiamo molte idee, cercheremo di lavorare per tutto il movimento: tra A2 e B ci sono 96 società».
Una giornata di ventiquattro ore non le basterà...
«Se si allungasse a trentasei, male non sarebbe. Stanno andando bene anche le mie aziende: a breve ne aprirò un’altra. Diciamo che non mi annoio».
Torniamo al gioco: sabato sera a Piacenza la Feli Pharma troverà da avversario Mike “Magic” Hall, l’americano che lei ha “tagliato” per motivi disciplinari.
«Sarà un piacere rivederlo. Se sono entrato nel mondo della pallacanestro una parte di merito è sua: ero a Scafati da potenziale sponsor quando giocò per il Kleb dei playoff superlativi. Poi sono successe cose... L’anno scorso lui non era il solo ed unico problema. Però era necessario intervenire. Hall è uomo impulsivo, ma anche molto intelligente ed ha capito».
È a gettone e sta rilanciando Piacenza.
«Ma noi possiamo battere chiunque. L’anno scorso facevano anche calcoli: qui è impossibile, questa è battibile... Quest’anno siamo competitivi contro chiunque. In un campionato peraltro molto equilibrato».
Al posto di Hall arrivò Campbell, poi confermato.
«Del suo senso per la squadra, secondo me, si parla poco. Non vuole mettersi in vetrina per forza, fa il leader dietro le quinte se serve. L’anno scorso Hall voleva essere protagonista, Swann faceva 43 punti ma si perdeva. Ora abbiamo un gruppo coeso in cui tutti possono recitare da primattori ma non disdegnano di sacrificarsi per gli altri».
E sta esplodendo la stella di Wiggs.
«Una felice intuizione del ds Ebeling che l’ha segnalato. E coach Leka da Las Vegas ha condotto la trattativa. Si diceva che non segnava da tre, che pestava le righe, che faceva passi... In realtà è un talento e ne sentiremo molto parlare. Intanto ogni partita gioca sempre meglio».
A proposito di giovani: bene anche Beretta ed Ebeling.
«Diamogli tempo, ma sono ragazzi di ottima prospettiva. La nostra struttura di squadra permette loro di essere già protagonisti ma senza avere un peso enorme sulle spalle. Sono contento di loro. Possono crescere seguendo i tempi dovuti».
Già, tanto ci sono i veterani italiani...
«Vencato, Panni, Baldassarre... fondamentali. Siamo molto solidi e questa squadra difende. Inoltre in attacco mi piace: attacca il ferro, gioca sotto canestro. Non abusa del tiro da tre. È pallacanestro vera».
Con la seconda giovinezza di capitan Fantoni.
«Fare da chioccia lo ha reso felice e più sicuro di sé. Sembra effettivamente ringiovanito, vero?». —
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