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Berisha e Strefezza sugli scudi Moncini non sfrutta le occasioni

Alessio Duatti

Per i nuovi un primo consuntivo caratterizzato da alti e bassi Finora le operazioni di mercato non si sono rivelate molto efficaci 

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il bilancio

Se degli otto acquisti estivi quello del portiere è l’unico che veramente ha convinto tutti al 100%, significa che la campagna di rafforzamento non si sta rivelando particolarmente efficace o che bisogna aver ancora pazienza.

infortuni

Nel computo generale pesano gli infortuni di D’Alessandro e Di Francesco, ma probabilmente senza il guaio al ginocchio patito dall’ex Udinese e Atalanta non sarebbe stato scoperto il positivo Strefezza, che a differenza di Moncini (altro già di proprietà Spal, ed a sua volta rientrato dal prestito) sta sfruttando al massimo ogni opportunità. Non giudicabile il secondo portiere Letica, che aspetta la gara di Coppa Italia col Lecce del 4 dicembre per scendere in campo al “Mazza”.

Porta e difesa

Berisha tra i pali è una garanzia. La non brillantissima partita di Udine (niente di grave, comunque) ha fatto registrare il secondo clean sheet stagionale per l’estremo difensore.

Il giovane brasiliano Igor (1998) ha viaggiato tra alti e bassi, come naturale in un percorso di crescita personale. L’incredibile esordio con l’Atalanta aveva infiammato ogni tifoso, l’errore contro la Samp ha sortito l’effetto contrario: equilibrio e pazienza, ma Igor stesso deve migliorare nel prendere meno cartellini e nel mantenere la concentrazione in ogni fase di gara, soprattutto dentro l’area di rigore.

Dietro, l’esperienza di Tomovic si sta rivelando preziosa (peccato la squalifica contro il Genoa), anche se il classe 1987 necessita sempre di una gestione fisica particolare: inizialmente è arrivato non in condizione, ci è entrato gestendo i propri acciacchi e dopo sette gare consecutive dal primo minuto ha mostrato qualche sbavatura di troppo per un elemento della sua esperienza.

Gli esterni

Reca da oggetto misterioso è passato al rivelarsi un giocatore volenteroso, con gamba, ma privo di lucidità al momento della scelta (vedi cross, assist o tiri). Fattori non di poco conto, in una squadra che punta molto sui propri laterali E un “quinto” non è di certo Jacopo Sala. La sua collocazione - in questa Spal con il 3-5-2 - potrebbe esser quella del terzo centrale di destra in difesa, perché va bene la duttilità, ma l’ex Sampdoria a tutta fascia non pare proprio a suo agio. Dicevamo di D’Alessandro: purtroppo il suo campionato potrebbe essere terminato al 25’ di Sassuolo-Spal, con la rottura del legamento crociato.

“DiFra” va

Spal dunque aggrappata a Di Francesco, nella speranza che al rientro dopo la sosta possa ripresentarsi come aveva lasciato prima del serio infortunio muscolare di Spal-Lecce: due gol - contro i salentini e con l’Atalanta - nelle prime cinque uscite. Una seconda punta vivace, frizzantina, tecnica e capace di raccordare centrocampo e Petagna serve come il pane. —

Alessio Duatti

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