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La Benatti protagonista sul palco delle stelle «Pensavo di non essere all’altezza, invece...»

Valentina Cristiani
La Benatti protagonista sul palco delle stelle «Pensavo di non essere all’altezza, invece...»

La trentaduenne builder di Bondeno si è messa in mostra al Mondiale di Miami conquistando la quinta posizione nella categoria “figure” 

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l’impresa

Neanche due anni di preparazione per la trentaduenne bondenese Valentina Benatti che, nella sua prima stagione agonistica, nel Mondiale DFAC svoltosi recentemente a Miami si è classificata nella top five delle migliori figure al mondo. «Ho lavorato da giugno (dopo il campionato italiano; ndr) fino al fatidico giorno: a testa bassa, sempre focalizzata con l’obiettivo di portare sul palco una condizione degna di un mondiale - spiega la Benatti, emozionata -. La mia paura più grande era non esserne all’altezza, data la mia inesperienza. Nel backstage del teatro e nel pre gara ci siamo resi conto che avevo tutte le carte in regola per giocarmela con le altre atlete, anche le veterane. Ho portato sul palco la mia best condition e al mio primo anno ho stupito tutti».

Questo 5° posto mondiale arriva dopo i primi posti figure open e assoluto figure al campionato italiano Fcfn, al Grand Prix nord Italia Nbfi e al campionato italiano Nbfi. Una emozione continua...

«Sono state tappe intermedie non pianificate all’inizio del percorso. C’era la possibilità di calcare altri palchi, fare altra esperienza e godere della condizione ottenuta con duro lavoro, disciplina e perseveranza, ci siamo detti: “Perché no?”. Con Nbfi è stata un’esperienza molto divertente: le trasferte con il team, le amicizie che si stringono nel backstage tra gli atleti, il desiderio di esibirsi davanti ad un teatro sold out e l’adrenalina che sale durante i confronti, le premiazioni… Tutto questo ripaga gli sforzi e la fatica di uno stile di vita impegnativo».

Dove nasce l'idea di competere nel settore “figure”?

«All’inizio della preparazione non mi sarei mai aspettata di gareggiare come figure, l’idea iniziale era infatti di partecipare alla categoria bikini; ma ci siamo poi accorti, grazie alla mia insegnante di posing Daniela Camboni, che il mio fisico è da figure; come bikini natural sarei stata fuori categoria, in quanto troppo muscolosa e massiccia. I criteri di valutazione figure sono simmetria ed eleganza strutturale, muscolarità evidente ma non eccessiva, definizione non esasperata con separazioni dei fasci muscolari, eleganza e armonia nelle proporzioni, bellezza generale ed assenza di inestetismi».

Quanto conta l'alimentazione nel bodybuilding e come gestisce la sua dieta?

«La dieta, intesa come stile di vita sano, deve essere composta da alimenti semplici e puliti, freschi e il meno processati possibile. È importante assicurarsi di assumere i macronutrienti (carboidrati, grassi e proteine; ndr), i micronutrienti (vitamine, minerali, enzimi; ndr) e mantenere una corretta idratazione. La mia giornata alimentare varia in base agli allenamenti».

«Nei giorni in cui mi alleno, mangio più carboidrati e meno grassi, mentre nelle giornate di riposo il mio piano personalizzato prevede più grassi e meno carboidrati. Per quanto riguarda le proteine, invece, più o meno restano invariate. Faccio dai 4 ai 6 pasti al giorno: i tre pasti principali e gli altri sono snack».

C'è qualche falso mito nel mondo del bodybuilding con il quale ha particolarmente a che fare?

«Spesso i maschietti allenano tanto la parte superiore e trascurano le gambe perché a loro importa avere braccia, petto e addome ben sviluppati: poi sembrano dei merli in costume. Invece, per le donne, tante hanno ancora paura di “diventare grosse” dopo pochi mesi di palestra. Mi trattengo, ma a loro vorrei rispondere: magari. Natural bodybuilding e curve femminili vanno d’accordo, ed è una sfida farlo riconoscere».

Guardandosi allo specchio come si definisce?

«Mi osservo allo specchio sotto vari punti di vista. Da atleta che vuole eccellere riconosco i miei pregi ma osservo anche l’imperfezione, della quale prendo atto e che diventa un input per migliorare e continuare a lavorare con dedizione; da naturopata, invece, sostengo che essere belli esteticamente sia in connessione con il benessere psicofisico».

Musica e fitness: è un binomio che usa?

«Sempre. Mi permette di caricarmi, rigenerarmi, concentrarmi. Per le competizioni siamo tenuti a portare anche una routine di pose personale, sulla musica. In quei 90 secondi di spettacolo ci si può permettere di esprimere se stessi anche grazie alla musica scelta».

I suoi obiettivi nel medio e lungo termine?

«Al momento l’idea è quella di tornare a gareggiare nel 2021 e portare sul palco una condizione completamente rivoluzionata. Nel frattempo ho molti progetti che si realizzeranno a breve: da gennaio il mio lavoro come naturopata si intreccerà con il servizio di personal training all’interno della 4Evolution, palestra nata da un progetto ambizioso del mio preparatore Denis Kokanovic e il mio fisioterapista Michael Balboni; non sarà un semplice centro fitness, ma una “palestra del Benessere” a 360 gradi». —

Valentina Cristiani

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