Conte a Torino dopo 5 anni E dà istruzioni pure sul sesso
Nerazzurri senza cinque uomini L’allenatore si racconta: «La vittoria la mia ossessione Ai miei giocatori chiedo sacrifici anche in camera da letto»
MILANO. Cinque anni, sei mesi e cinque giorni dopo Juve-Cagliari 3-0, stasera Antonio Conte torna a vivere una partita in panchina da allenatore di club nella sua Torino. Sponda e stadio sono quelli «sbagliati» ma, aspettando Juve-Inter del 1° marzo 2020, la suggestione resta. Il Toro torna a incrociare un tecnico che non ha mai battuto, nemmeno ai tempi del Siena in B, e contro il quale in A addirittura non ha mai segnato. Lo ritrova se possibile più carico e determinato che mai. Un allenatore disposto a tutto pur di vincere, come ha raccontato all’«Équipe» in un’intervista pubblicata ieri: «La competizione per me è battaglia, è “morte tua, vita mia”. È il mio modo di essere e mi porterà a chiudere presto la carriera, perché vivo il mestiere in modo troppo totale». Al punto da spingersi a dare istruzioni ai suoi giocatori anche sul sesso: «In periodo di competizioni il rapporto non deve durare troppo. E bisogna fare meno sforzi possibili, posizionandosi sotto la propria partner».
Cinque assenti
Un martello, il Conte allenatore. Chiede tanto ma tanto dà. Nel senso che con lui tutti offrono il massimo. In questa Inter, che stasera cercherà uno storico 7 su 7 in trasferta, si sta esprimendo al di sotto delle attese solo Godin, probabile panchinaro in attesa della decisiva sfida di Champions di mercoledì a Praga. La sosta non è bastata per recuperare Sensi, Gagliardini e Asamoah, rimasti a casa insieme a Politano e Sanchez, messi peggio di loro. «Siamo ancora in grande emergenza – dice Conte – Ma dev’essere uno stimolo ulteriore. Servirà tirare fuori più del massimo per sopperire a una situazione che speriamo possa alleggerirsi».
Nell’attesa, guai a sbagliare una trasferta certo non meno complicata di quella della Juve a Bergamo. Tanto per capirci: gli ultimi due Toro-Inter sono finiti 1-0 e, proprio come quello di stasera, i nerazzurri li avevano affrontati reduci da cinque risultati utili consecutivi. L’8 aprile 2018 Ljajic castigò addirittura un’Inter che non subiva gol da quasi due mesi; lo scorso 27 gennaio, invece, ci pensò Izzo a punire un Handanovic imbattuto da tre turni. Questa Inter, invece, prende gol da sette partite. Ma segna a raffica. E ha Conte in panchina. —
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