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Tramec cinica e vincente Mecacci: «Squadra matura»

Simone Gagliardi
Tramec cinica e vincente Mecacci: «Squadra matura»

Centesi implacabili pure in trasferta e per il coach continua il processo di crescita In ogni gara c’è un protagonista diverso. Biancorossi soli in testa alla classifica

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cento. La marcia spedita della Tramec non si ferma neppure ad Ozzano. Poca storia nel derby giocato sabato sera, troppa differenza tra le due formazioni in termini di chili, esperienza, e qualità. La partita è rimasta in equilibrio giusto un quarto d’ora effettivo, prima che Cento salutasse la compagnia e scappasse lentamente verso la nona vittoria consecutiva confermandosi capolista del girone C. La solita prestazione dei biancorossi, fatta di solidità. Costanza e cinismo. Vincente.

sempre avanti

«Siamo praticamente sempre stati avanti tranne in un paio di circostanze - racconta a freddo coach Mecacci, che si gode con realismo la leadership della sua squadra in classifica -; siamo stati bravi ad allungare molto presto per evitare di arrivare punto a punto nel finale, perché poteva essere rischioso. Abbiamo dato la spallata quando occorreva, non abbiamo avuto nessun black out e non abbiamo mai rischiato. Una prova di maturità della squadra che ha dimostrato ancora una volta di saper leggere le situazioni. Posso ritenermi soddisfatto».

Ancora una volta un protagonista diverso. Sabato è stata la serata di Paesano: appena entrato il pivot ha fatto il vuoto dando il primo scossone alla partita. A referto 16 punti con 6/9 e 7 rimbalzi. «In sede di costruzione della squadra abbiamo cercato tanti giocatori che potessero essere protagonisti - continua Mecacci -: chi entra a partita iniziata in questa squadra non è un panchinaro, ma un giocatore che deve mantenere alta l’intensità restando molto in campo e anche con assetti diversi. Sabato sono andati molto bene giocatori che contro Jesi sono rimasti un po’ in ombra. Troviamo sempre protagonisti diversi, bene così».

convincente

La Tramec vince e convince. Schemi piacevoli, ritmo e difesa. La classifica di oggi è lo specchio di una squadra che funziona. Ma dove la Tramec può ancora migliorare? Ecco Mecacci: «Possiamo crescere ancora tanto nella consapevolezza, nonché nella fluidità del nostro gioco che è ancora migliorabile. Sia chiaro, io sono contento di dove siamo: abbiamo vinto nove partite, cinque in trasferta su sei viaggi. Siamo soddisfatti e vogliamo continuare così per fortificarci, ma poi so benissimo che alla fine della stagione regolare la griglia conterà niente. Prova sarà che gli squadroni oggi nelle retrovie (Cesena, Chieti e forse Jesi; ndr) saranno lì a giocarsela. Siamo a un terzo del cammino, ci restano cinque mesi di lavoro. Si ragiona solo di settimana in settimana, di partita in partita. Per migliorarci sempre». Guardando gli altri, però dall’alto verso il basso.

Sabato sera - intanto - sono giunti i primi minuti per Idrissou, giovane centro di colore che lavora sodo in allenamento finalmente tesserato e disponibile per la causa. La Tramec vuole lavorarci e farlo crescere per allungare le rotazioni. Maggio è lontano anni luce: otto giocatori, tutti affidabili, sono tanti per la singola partita ma possono essere pochi per chi vuole arrivare fino in fondo. —

Simone Gagliardi

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