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«Argentana con tanta fame» S. Agostino: no, solo episodi

Mirco Peccenini
«Argentana con tanta fame» S. Agostino: no, solo episodi

Doppia visione del derby che ha premiato gli ospiti in piena emergenza Di Domenico e la furia granata. Mister Rambaldi minimizza e guarda avanti

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SANT’AGOSTINO. Non c’è da fidarsi quando, leggendo la distinta, si scopre che l’Argentana si presenta a un derby con sedici giocatori contati, compreso il portiere di riserva. Perché, a volte, chi rimane “arruolabile”, rispetto alla lunga lista degli infortunati, potrebbe mettere in campo energie insospettabili, che agiscono come moltiplicatore. Anche il Sant’Agostino ora lo sa. Per la precisione, l’ha scoperto domenica, quando è andato in scena il derby sul campo dei ramarri, che hanno ceduto 2-1.

QUI ARGENTANA

Nei granata ha certamente influito la smania di volersi mettere in mostra dinnanzi al proprio ex allenatore, Sergio Rambaldi, e al proprio ex leader, Jacopo Pagani. Insomma, la squadra di Paolo Innocenti sarà pure stata in emergenza, ma con la giusta voglia di fare bene e portarsi a casa i tre punti.

Lo conferma il centrocampista Nicholas Di Domenico: «Siamo stati molto attenti e concentrati – ricorda il mediano classe ’99 – per cercare di coprire tutti gli spazi disponibili, allo scopo di portare a casa la vittoria. Ci siamo riusciti, tutti uniti, quei pochi eravamo rimasti, ma con la convinzione di riuscire a portarla a casa attraverso il nostro gioco. Il Sant’Agostino è una squadra con ottimi elementi – dice il metronomo del centrocampo argentano –, lo sapevamo e infatti ci hanno messo in grossa difficoltà. Sicuramente, il Sant’Agostino è in una posizione di classifica che non merita. Credo si tireranno fuori da questa situazione. Poi, alla fine, nei derby non si sa mai come può finire. Penso che domenica scorsa siamo stati più bravi noi e l’abbiamo portata a casa…».

Recuperati gli infortunati, l’Argentana potrà fare un campionato diverso, con meno patemi: «Pensiamo a fare bene, partita dopo partita, senza particolari obiettivi. Siamo una squadra giovane – ricorda Di Domenico –, stiamo crescendo e pensiamo a migliorarci».

Il Sant’Agostino, dal canto suo, può consolarsi con l’impennata d’orgoglio successiva allo svantaggio: «La reazione c’è stata – ricorda il suo mister, Sergio Rambaldi –. Un po’ disordinata, ma c’è stata. Diciamo che negli episodi singoli non siamo stati molto fortunati. Del resto, due gol annullati lasciano un po’ l’amaro in bocca. Tuttavia, questo è stato il verdetto del campo e dobbiamo accettarlo. Credo che il Sant’Agostino debba cercare di migliorare quello che non ha funzionato bene. Facciamo i complimenti ai nostri avversari e andiamo avanti. Dobbiamo pensare a ricaricare le batterie – dice il tecnico dei ramarri – perché già mercoledì si gioca».

QUI SANT’AGOSTINO

Tra le note liete di una domenica grigia (non solo per il meteo) c’è il giovane Artioli: «Un buon giocatore – ammette Rambaldi – che inizialmente avevo schierato alto, anche perché loro avevano Albonetti che spingeva molto e Govoni (nel primo tempo) faceva un po’ fatica a tornare. Avevamo bisogno di lui in quel ruolo. Una volta che siamo andati sotto, abbiamo provato a riequilibrare il match e Artioli ha fatto bene anche nell’altra posizione. Addirittura, aveva fatto un bel gol (poi annullato, ndr). Credo che a livello individuale, per lui sia stata una buona giornata, mentre per noi come squadra purtroppo no. Perché, quando non si fanno punti, è sempre un problema in più». —

Mirco Peccenini

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