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Copparese, ecco la via della rete «Questione di tempo, punto in alto»

S.A.

I rossoblù, dopo un avvio asfittico hanno realizzato una cinquina Mister Albieri: «La squadra sta recependo la mia mentalità Un mesetto ancora e poi...»

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COPPARO. Appena 8 reti in 12 gare, poi 5 in una sola partita, che portano in perfetto equilibrio, a quota 13, i gol fatti e quelli subiti. Numeri “strani” per questa Copparese, che travolge con una “manita” la Vadese Zola, imponendole la quinta sconfitta stagionale (cui si aggiungono 4 pareggi e altrettante vittorie) e le si fa sotto: due lunghezze di ritardo, adesso, dai bolognesi e rossoblù che si portano sempre più a centro classifica.

Certo bisognerà aspettare domani sera, dopo la disputa dei recuperi, per avere un quadro più chiaro della graduatoria, ma intanto a Copparo si godono il secondo successo stagionale, che, assieme agli 8 pareggi (giusto il Masi Torello Voghiera ne ha collezionati altrettanti) portano il bottino a una quota sostanziosa, dando slancio al prosieguo della stagione.

«La Copparese è una grossissima squadra, con giocatori interessanti, ma siamo ancora un cantiere: il mio modo di fare calcio - spiega mister Luca Albieri - è molto diverso dagli altri, ci vuole solo un po’ di pazienza per avere una mentalità diversa. Finora siamo stati molto sfortunati, abbiamo anche sbagliato parecchio, ma questa squadra è uno spettacolo vederla giocare, lo è stata anche quando non abbiamo fatto punti. Stiamo lavorando in una certa maniera...».

Sul fronte finalizzazione, però, molto era mancato fino a domenica: «Era mancata solo un po’ di fortuna, gli episodi ci avevano detto male, ma guardiamo al lavoro, ai ragazzi, che sono un patrimonio: il presidente Andrea Mari ha lavorato molto bene, a me sta il compito per farli diventare forti. Serve un altro mesetto, io sono un perfezionista, ma non mi spaventa niente: sono in una piazza dove ho già vinto da giocatore e sono orgoglioso di questi ragazzi, che domenica hanno fatto una grande gara. Voglio portarli in alto».

Già, ma quanto? Ormai 13 giornate sono alle spalle: «Non facciamo tabelle, l’importante è la condivisione, la conoscenza reciproca. Oggi siamo tutti sintonizzati sullo stesso canale: non mi spaventa niente, anche quando ero ultimo in classifica non mi preoccupavo. Non ho visto avversari che ci sono superiori, ma tanta confusione, abbiamo giocato con tutti. E non do colpa agli attaccanti per i pochi gol, anche loro dovevano entrare nella mia idea di gioco. Adesso spero di recuperare Franceschini al meglio della condizione, mentre per il mercato l’unico che ho chiesto è Bortolotto: vediamo se ci sono le condizioni, è geniale. Ma tutti i calciatori che sono qui hanno una scuola di calcio importante, la Spal piuttosto che il Padova, e sono giovani».

Due parole su Enrico Bortolotto, ex professionista di ben 38 anni: «È all’Albignasego, Eccellenza veneta, è un giocatore universale, può interpretare diversi ruoli, prima o seconda punta, mezz’ala, in mezzo...». —

S.A.

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