Spal, chance gettata Va in vantaggio e poi esce di scena
Il rigore di Petagna illude ma il Genoa pareggia subito e poi sfiora il bis Biancazzurri sulle ginocchia e che non si schiodano dal penultimo posto
Partita dal valore doppio, quella di ieri sera al “Paolo Mazza” tra Spal e Genoa, a maggior ragione dopo l’incredibile pareggio pomeridiano in rimonta del Lecce con il Cagliari.
Scontro direttissimo, penultima contro terzultima, in palio fondamentali punti-salvezza. Biancazzurri chiamati imperativamente alla vittoria, al primo successo nella sfida con una rivale dopo i ko - sempre in casa- al cospetto di Lecce e Sampdoria. Come non detto, finisce con un pareggio 1-1 e la Spal subissata dai fischi. In vantaggio nella ripresa col rigore di Petagna, la squadra si è fatta subito agguantare e poi ha palesato difficoltà enormi. E le scelte in corsa dell’allenatore sono state molto prudenti, quasi che il punto andasse bene.
schieramenti
Spal senza gli squalificati Cionek e Tomovic. Mister Semplici vara il 4-3-3 con Strefezza ed il rientrante Di Francesco alle ali. In difesa, Sala e Reca terzini con Vicari e Felipe centrali. Missiroli-Valdifiori-Kurtic a centrocampo. Sul fronte opposto Motta (quello del 2-7-2...) rinuncia alla qualità: fuori un regista sopraffino e di spessore internazionale quale Schone ed una punta come Pandev. Dentro un medianone (Radovanovic), ed il povero Pinamonti unico attaccante. Alla fine della corsa, un tecnico pavido come (quasi) tutti gli altri.
poco più del nulla
Partita bloccata e bruttarella, come lecito attendersi. Lentissimo giropalla genoano, biancazzurri coperti e che provano a catturare e ripartire, ma che non trovano spazi. Oltre venti minuti di nulla. Un’infinità di errori tecnici su entrambi i fronti. I guizzi del vivace Strefezza (l’unico un po’ brillante e con un pizzico di imprevedibilità), ed una botta da fuori di Sala che costringe Radu ad una deviazione mica semplice, sono squilli per dare un minimo di carica. Ne scaturisce qualche corner in rapida successione. Niente di più. Anzi, serve una stratosferica parata di Berisha su deviazione aerea di Lerager (tutto solo per impattare il cross “alla Kaltz” dell’ex Ghiglione) per impedire che sia il Genoa - scarsotto ed inoffensivo - a passare. Allo scadere della frazione è però la Spal a divorarsi un’occasione colossale. O meglio: non si capisce se sia più colossale il miracolo di Radu (di piede, da terra) o la morbidezza con cui Reca da due passi centra il portiere e non la porta spalancata. Al riposo sullo 0-0.
di francesco ko
Nella ripresa la Spal perde subito Di Francesco: nuovo guaio muscolare, alla coscia sinistra. Entra Valoti, caratteristiche ben diverse, non si capisce perchè debba stare all’ala e non agire più accentrato, con un cambio di modulo. Valoti però è bravo, si muove, “taglia”. La Spal preme, reclama un rigore con Kurtic poi ne ottiene uno per improvvido intervento di Criscito su Missiroli. Petagna si redime dopo l’errore dal dischetto di Udine, e porta in vantaggio la Spal. Ma anzichè mettersi in posizione di forza, i biancazzurri concedono immediatamente il pareggio: maglie larghe, spunto e cross di Ghiglione e per il solissimo Sturaro è una sciocchezza incornare in rete da due passi. Male.
addormentati
La Spal è anestetizzata. Motta si desta, intuisce che può vincerla, mette Pandev e Favilli e cambia modulo. Il Genoa a sinistra passa spesso. Semplici toglie l’acciaccato Strefezza, inserisce Igor e passa così al 5-3-1-1. Sull’altro fronte, quando Sturaro alza bandiera bianca Motta lancia il 2001 Cleonise,subito vivace e pericoloso. Prima lui e poi Agudelo fanno correre brividi carognoni sulle terga spalline. I biancazzurri stentano, lasciano varchi, sono giù fisicamente. Murgia per Valdifiori, scelta conservativa. Ma era/è gara da vincere. I biancazzurri si accontentano e ne esce un pareggio che non serve. Soprattutto alla Spal, che resta penultima. Non incoraggiante. —
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