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Inizio con rissa poi 7.000 al Mazza Un team più forte di ogni ostacolo

Dario Cavaliere
Inizio con rissa poi 7.000 al Mazza Un team più forte di ogni ostacolo

Sono i fratelli Landini a gettare il seme per la nascita della squadra Guio il primo leader, Felloni il presidente super appassionato 

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la storia

La nascita della squadra di football americano a Ferrara la si deve ai fratelli Umberto e Daniele Landini, codigoresi che sul finire degli anni ’70 – complice un documentario – ebbero la “folgorazione”. In un mondo senza internet, nel quale le informazioni sul football erano quasi nulle, i Landini conobbero dapprima Victor Visentin, un robusto italo-canadese che insegnò le basi del gioco; poi, con l’entusiasmo giovanile a sorreggerli, ecco i mille viaggi a Ferrara per trovare adepti e un appoggio per partire sul serio. Provarono a coinvolgere atleti delle costituende giovanili del rugby.

il tam tam di piazza

Diversi giovani ferraresi captarono dal tam-tam di piazza Trento-Trieste la notizia che si stava cercando di costruire una squadra e molti di loro “sposarono” l’idea. Tra questi anche un ottimo tennista e sciatore, vero animatore della movida ferrarese dei tempi: Alessandro Guio che oltre a suggerire il nome Aquile per la squadra nata alla corte degli Estensi, ne diventerà quarterback ed ovviamente leader.

Con caparbietà, bussando a tante porte, i fondatori entrarono anche nel negozio di abbigliamento della famiglia Felloni, chiedendo se fossero disponibili delle maglie da football americano. Il giovane Giulio, incuriosito dalla richiesta, volle capirne di più. Innamorandosi della disciplina. Siamo nel 1979 e da una idea per i più irrealizzabile, viene fondata a Ferrara una squadra di football americano che sarà una delle cinque (con Frogs Gallarate, Giaguari Torino, Rams Milano, Rhinos Milano) che nel 1981 daranno vita all’Aifa divenuta poi Fiaf (associata al Coni dal 1988) i cui caschi figurano ancora nel logo dell’associazione.

debutto e conoscenza

Giulio intanto riesce ad ottenere anche uno sponsor, attrezzature, un campo per gli allenamenti e si può cominciare a fare sul serio. Mancano ancora tante cose indispensabili: prima tra tutte la conoscenza del gioco. Felloni mette all’opera tutte le sue conoscenze e, grazie anche al coinvolgimento di alcuni studenti universitari italo-americani (Steven Cavallino e Luigi Cioci), nel giro di qualche settimana il progetto prende forma. La prima partita si disputa l’11 maggio 1980 al motovelodromo contro i Rams di Milano e finisce in una rissa colossale.

Il primo campionato italiano ufficiale si svolge nel 1981 con Bob Miller, militare della base Nato di Aviano, allenatore. La squadra estense va anche in ritiro a Pennabilli ma perde tutte le partite. Per vederla vincere – complice qualche birra ed un libro degli schemi lasciato sul tavolo al Canasta – bisognerà aspettare novembre e la tournée in Italia degli Spartacus Parigi.

Nello stesso anno, da una idea “partorita” sul marciapiede di piazzetta Corelli nascono anche i Duchi (la formazione giovanile) che diverranno campioni d’Italia nell’83, mentre l’anno successivo le Aquile perdono contro i Doves Bologna una sciagurata semifinale scudetto al Paolo Mazza davanti a 7000 spettatori.

Al tramonto degli anni ’80, per fattori extra campo, le Aquile retrocedono in A2 e Felloni lascia il testimone a Rodolfo Barbaro. Ma nel 1990 c’è la svolta tecnica con l’arrivo dal Wisconsin di Mike Wyatt, il quale con la sua competenza e umanità lascerà un segno indelebile nella storia della squadra. Il tempo di assestarsi e grazie a Rothwell, Bartoli e tanti altri arrivano nel ’91, in sequenza: perfect season, Silverbowl e promozione in A1.

Nel ’92 cade la sfortunata semifinale scudetto persa contro i Pharaones Milano del bisonte Unga. Finita l’era Wyatt, presidente è Franco Mantovani che – visto il budget limitato – consiglia saggiamente di tornare in A2. Nel 1995 arriva il secondo Silverbowl, mentre nel ’96 i Duchi conquistano il secondo scudetto guidati da Matteo Mantovani, valente atleta e poi giovane coach, erede naturale di Wyatt.

millennial

Il fine millennio è difficile con programmi decisamente ridimensionati. Ma nel 2003, dirette da John Knight, le Aquile rialzano la testa vincendo il Silverbowl riaffacciandosi in Prima Divisione con Stefano Ferrari presidente. Negli anni a seguire tanti alti e bassi portano la squadra alla Terza Divisione ad inizio decennio, però la base si è consolidata e soprattutto ringiovanita. Arriva lo scudetto di categoria nel 2011 con la finale di Busto Arsizio (13-12 sui Crusaders Cagliari). Arriva un’altra perfect season nel 2013 e l’avvento di un nuovo gruppo dirigente, con presidente Alfredo Ferrandino e general manager Raffaello Pellegrini segna un grosso cambiamento di prospettiva, immagine e ambizione sportiva. La Federazione premia le Aquile come unico team sempre partecipante ai campionati ufficiali dal 1979 e la squadra torna in Prima divisione, mentre le Fenici (ex Regine) vincono il titolo italiano femminile imitate dai Duchi U13. Se la prima squadra viaggerà poi a corrente alternata, costretta a ripartire l’anno seguente dalla Terza Divisione per poi approdare in Seconda, viene affidato a Zucchelli il rinnovamento del settore giovanile. E il lavoro sta dando i frutti sperati con il titolo Under 16 del 2017 e l’accesso ai playoff negli anni successivi. –

Dario Cavaliere

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