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Kleb ko a Imola È la maledizione delle trasferte

Mauro Cavina
Kleb ko a Imola È la maledizione delle trasferte

La Feli Pharma in viaggio continua a fare fatica: ma stavolta mancava Campbell Gara a singhiozzo però i romagnoli sono stati più tosti nei momenti chiave

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IMOLA (BO). C’è poco da fare: la Feli Pharma in trasferta fatica a esprimersi al cento per cento. Fino ad ora su sei viaggi è arrivata appena una vittoria. E anche ieri, nel fortino del Pala Ruggi, il Kleb non è riuscito nell’impresa di strappare la vittoria ai padroni di casa. Certo, c’è l’attenuante dell’assenza di Folarin Campbell. Ma per il resto la squadra di coach Spiro Leka ha fatto fatica a esprimersi ad alti livelli. Se poi ci aggiungiamo che in un frangente di gara gli arbitri hanno concesso a Imola un gioco estremamente aggressivo (per usare un eufemismo) si capisce come Ferrara avrebbe dovuto compiere letteralmente una impresa per tornare a casa con i due punti. Nonostante tutto, però, dopo essere andata sotto di sedici punti, il Kleb ha tentato una rimonta che l’ha portata fino al -4 a 1’35” dalla fine. Ma poi Imola è stata sufficientemente cinica per chiudere la gara e uscire dal campo con le braccia alzate.

Campbell ko

Oltre al rammarico per la sconfitta, nell’entourage ferrarese c’è preoccupazione per le condizioni fisiche di Folarin Campbell che è stato tenuto a riposo per un problema alla coscia destra, legato a una vecchia ferita. Dovrebbe stare fermo una decina di giorni. L’assenza è di quelle pesanti, certo, ma non si pensa di ingaggiare un americano a gettone.

Ma cos’è successo ieri al Pala Ruggi? In avvio la partita ha avuto un ritmo a singhiozzo e ha cambiato spesso padrone. Fluidità di gioco se ne vedeva ben poca, azioni spettacolari anche meno. Imola ha provato a scappare, e a metà del primo quarto c’è riuscita: cesto di Baldasso, tripla di Masciadri lasciato libero sull’arco e canestro di Taflaj. A due minuti dalla fine del primo quarto i padroni di casa sono avanti di sette lunghezze (14-7) e sembrano avere intrapreso la rotta giusta. Il vento però cambia. Dopo qualche rotazione la Feli Pharma trova l’assetto giusto e con Baldassare e Panni trova un paio di canestri da lontano e riesce a mettere il naso avanti. Wiggs fa una magia in volo e scrive il 22-25, ma è l’ultimo canestro prima di un lunghissimo digiuno.

A segnare ci pensano Buffo, poi Baldassarre e infine Vencato che insacca un libero su due. La Feli Pharma è avanti di 4 punti (al 18’) ed è il massimo vantaggio che riuscirà a raggiungere. Perché poi Imola aggiusta il mirino e comincia a scavare il primo solco tra sé e gli avversari. Fultz segna da tre punti, Bowers fa lo stesso e dopo la parità procurata da Vencato, ecco il 35-31 a una manciata di secondi dalla fine del primo tempo.

Al rientro in campo Le Naturelle aumentano la pressione difensiva e trovano maggiore concretezza offensiva. Baldasso segna da lontano e Ferrara va sotto di sei. Fantoni ricuce dalla lunetta, ma ecco un cesto di Morse dopo ben tre tentativi dell’Andrea Costa.

Gioco duro

Qui inizia la mattanza. Gioco duro, tanta aggressività e pochi canestri. Il basket è altra cosa, ma agli arbitri va bene così. A strappi, arriva qualche canestro. Leka si piglia un fallo tecnico per proteste, mentre la Feli Pharma non riesce ad avvicinarsi al canestro. Morale: Le Naturelle arrivano alla doppia cifra di vantaggio, mentre Ferrara perde coraggio e durezza mentale.

Siamo all’ultimo round. Da fuori il Kleb non segna, Wiggs continua a sbagliare, mentre Masciadri e Taflaj hanno la mira giusta: 62-46 al 33’ per il massimo vantaggio dei bolognesi. La Feli Pharma, dopo aver giocato all’arrembaggio, prova a trovare il bandolo della matassa. La difesa riprende vita, Panni recupera un paio di palloni e segna pure da tre punti. Arriva un confortante -9 al 35’. Imola reagisce con Baldasso, lasciato libero sull’arco, e una tripla di Bowers. Vencato e Baldassare si mettono in proprio e segnano anche loro da lontano e dopo una spericolata rincorsa ecco il –4 a novanta secondi dalla fine. Ma a rimonta si ferma qui, perché Imola segna i canestri della vittoria. —

Mauro Cavina

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