Spal, gran ripresa Fa tremare l’Inter ma non rimonta
Biancazzurri sotto 2-0 a fine primo tempo, poi una prova di personalità Valoti segna e accende le speranze, Tomovic si divora il 2-2. Squadra viva
dall'inviato
Paolo Negri
Milano. Già proibitiva di suo, la partita della Spal a San Siro contro l’Inter si è ulteriormente complicata nei minuti immediatamente precedenti al fischio d’avvio. Il “Meazza” è esploso in urla di giubilo quando è giunta la notizia di una Juventus bloccata in casa dal Sassuolo. Benzina atomica nel serbatoio nerazzurro: il successo sui biancazzurri sarebbe valso il sorpasso ed il solitario primato in classifica. Infatti. Alla fine è terminata come da pronostici. Successo interista. Ma la Spal con un gran secondo tempo è andata vicina all’impresa della rimonta-pareggio e ha mandato segnali incoraggianti in prospettiva lotta-salvezza. Segnali da confermare, da corroborare, da concretizzare nel prossimo futuro, a cominciare dallo scontro diretto interno contro il Brescia.
regali e 2-0
Spal in campo con solo Petagna di punta, supportato dal trequartista Valoti. Modulo 5-3-1-1 (o 3-5-1-1 che dir si voglia). Oltre all’infortunato Di Francesco ed allo squalificato Missiroli, fuori (in panchina) Sala, Cionek e Felipe. Difesa centrale col rientrante Tomovic, Vicari e Igor (quest’ultimo per fronteggiare con pari armi lo strapotere fisico di Lukaku). Il recuperato Strefezza e Reca laterali. Valdifiori regista con Murgia e Kurtic ai lati. L’Inter, al netto delle assenze (Sensi, Barella e Sanchez infortunati), schiera i migliori: Conte annusa l’odore del sangue (juventino) e non fa sconti, contro la Spal vuole il massimo.
Fa freddo e diluvia, ma Semplici quando Valoti si allunga palla e perde una buona chance in contropiede (uno contro uno o possibilità di palla a destra per Petagna) si toglie il cappottino e resta in giacca e lupetto. La Spal regge. Finché dura... Cioè un quarto d’ora e pochi spiccioli. Il vantaggio interista è frutto di un grazioso regalo, sull’asse Vicari-Valdifiori: palla persa, spazi, similcontropiede, Martinez non affrontato, tiro e gol. Si può concedere così? Perché palleggiare sempre e comunque?Non si poteva spazzare anziché cercare l’appoggio su un compagno morbido e marcato?
che reazione
Da lì è un dominio, un monologo. L’Inter non deve forzare il proprio talento, non alza nemmeno troppo i ritmi. Va al raddoppio. Sembrerebbe una gara finita, invece l’avvio di secondo tempo è pirotecnico: Valoti inventa un gran gol, Murgia ha due chances per il clamoroso 2-2. Spal viva. Certo serve san Berisha per evitare il 3-1. Adesso è follia. La Spal ci crede. Semplici mette Floccari per Valdifiori. Tomovic si divora il pareggio. Conte trema, inserisce un terzino. Poi anche il centrale Godin per l’ala Candreva. Il tecnico spallino allora gioca il tutto per tutto con Jankovic in luogo di Igor. Giusto: o si fa l’impresa oppure perdere 2 o 3-1 cambia nulla. Il coraggio c’è. Gli ultimi assalti però portano a nulla.
motivi di speranza
Consolazione, se può esserci: il boato assordante con cui il popolo interista saluta il fischio finale, testimonia in maniera eloquente la gran paura che la Spal ha fatto vivere ai nerazzurri. La salvezza non andava conquistata ieri. La classifica è brutta assai. Ma almeno la Spal, pur con tutti i suoi limiti, ha dimostrato che c’è, che è viva, che non si rassegna. Ieri, forse, all’inizio ha avuto troppo rispetto di un’Inter in realtà non così fuori portata. Al bando ogni timore, con più spregiudicatezza (quella vista nella ripresa) quantomeno si può fare molto di più. Per giungere alla salvezza, ovvio. —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
