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Rossi: «La Tramec può crescere ancora Traguardo lontano»

Simone Gagliardi
Rossi: «La Tramec può crescere ancora Traguardo lontano»

Basket serie B. Per il lungo biancorosso Cento è attesa ancora da tanti duelli difficili 

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PARLA IL CAPITANO

Arriva dall’A2, tanti anni fra Treviglio e Imola. Non ha fatto fatica ad adattarsi alla serie B: è il re dei rimbalzi, dispensa consigli a tutti, è sempre a disposizione dei compagni. E ha legato con la tifoseria. L’umiltà è il suo segreto. Come quello della Tramec, di cui è capitano: «Ogni partita - apre Emanuele Rossi - va vissuta così, con umiltà e voglia di migliorarsi sempre. Questa serie B è un campionato avvincente, non c’è niente di scontato, bisogna sempre scendere in campo sapendo che nessuno regala niente. Ci sono molte squadre che puntano in alto. Bisogna sempre fare bene, è una battaglia continua. Io sono contento del mio rendimento, ma non sta a me giudicarmi. L’importante è che vinca la squadra, che continui a crescere. È vero, abbiamo fatto tanti progressi, siamo partiti da un gruppo completamente nuovo, dall’anno scorso è rimasto solo Moreno. Tutti giocatori nuovi, è normale fare fatica all’inizio. In più ci sono stati diversi infortuni. C’è voluto un po’, ci siamo conosciuti e sono arrivate le vittorie. Siamo davanti, ma si deve ancora migliorare».

La Tramec adesso non è più solo tanta difesa, che resta difficilmente perforabile, il gioco offensivo è ormai di qualità: «Anche i meccanismi difensivi vanno provati, oliati e perfezionati. Però in difesa le cose vengono da sole - continua il “gladiatore” -, ti applichi e non vieni battuto dal tuo avversario. In attacco c’è voluto più tempo. Conta di più la conoscenza tra i compagni di squadra assenti all’inizio, conta il grande lavoro che stiamo facendo: il modo di allenarci di Mecacci e dello staff è quello giusto il coach è sempre sul pezzo, sempre addosso, allena veramente la squadra, non ci dà respiro».

E così è arrivato il primo posto in classifica: «È motivo di vanto e soddisfazione, ma fine a se stesso e non sufficiente per tagliare il traguardo che tutti sognano: il ritorno in serie A2. Il cammino è ancora lungo. Il girone è forte, competitivo. Noi siamo migliorati e lo faremo ancora, ma anche gli altri cresceranno. Gli infortuni hanno inciso all’inizio per squadre importanti: Cesena, dopo avere perso contro di noi, ha sempre vinto; Chieti ha vinto tre delle ultime quattro partite. Di certo noi non siamo ancora al top, fossimo ora all’apice ci sarebbe da preoccuparsi. Sappiamo bene che saranno decisive le partite di fine aprile, maggio e spero giugno, vorrebbe dire esserci».

Domenica la Tramec scende a Civitanova, ad attenderla la quarta forza del campionato e, soprattutto, i fratelli Amoroso, Francesco il maggiore ed ex di turno, Valerio il più talentuoso e con più anni in serie A alle spalle: «Sarà Civitanova contro Cento, non Rossi contro Amoroso. Poi, giocare contro Valerio sarà bello ed emozionante. Lui ha avuto una carriera più importante della mia, avendo giocato anche in A1 e da protagonista. Ma, ripeto, non sarà solo una partita tra noi due. Conta la squadra e noi ce la metteremo tutta per regalare un’altra gioia ai nostri tifosi». —

Simone Gagliardi

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