Spal, un calcio alla paura di non salvarsi
La grande prova in Coppa con il Lecce deve caricare in vista del Brescia. Gara da giocare senza Reca e con modulo inedito
FERRARA. Il bello del tonitruante 5-1 che la Spal ha rifilato al Lecce nel match di Coppa Italia dell’altra sera non è stato tanto (o non solo) nelle dimensioni del punteggio, cui bisogna fare una giusta tara: il rapporto di forze era squilibrato, tra i titolari biancazzurri e le riserve salentine.
Interpretazione super. Detto ciò, e posto che vincere con quelle proporzioni non è mai ordinario, sono altre le cose che hanno colpito. La qualità del gioco, ad esempio. Ma, principalmente, l’impegno, la serietà, l’applicazione, la convinzione con cui è stata affrontata la gara. La Spal non l’ha preso come un allenamento di mezza settimana - a quattro giorni da una fondamentale partita di campionato - con annessi e connessi (vedi il Bologna sbertucciato a Udine, o il Sassuolo eliminato da una B, o il Genoa passato a stento contro un’altra cadetta), bensì come una gara “vera” a tutti gli effetti. Non ci sono stati ritmi blandi da Coppetta, bensì intensità, pressing, gioco veloce e verticale, manovra di prima intenzione, occasioni da rete e gol in dosi industriali per una squadra che in A vanta (si fa per dire...) il peggior attacco della categoria. In estrema sintesi: ha colpito, ed è piaciuta, l’interpretazione. Segno evidente che il messaggio di mister Semplici è stato colto al volo ed in pieno, con la conseguente traduzione nei fatti. Il modo migliore per preparare il confronto col Brescia, per dimostrarsi vivi, fiduciosi, in salute.
Assenza di laterali. Possibile, probabile, che la mente sgombra abbia aiutato la squadra. Più indizi fanno una prova, anche nel secondo tempo di San Siro contro l’Inter - quando aveva più nulla da perdere - la Spal era apparsa trasformata. In positivo. Ma le pressioni vanno gestite, bisogna dare un calcio alla paura: a quella di non vincere, a quella di retrocedere. Domenica al “Mazza” contro il Brescia serviranno determinazione e animo lieve. Partita cruciale, che probabilmente verrà affrontata (o potrebbe essere affrontata) con un modulo forzatamente nuovo.
Coerente con le proprie convinzioni e le proprie esternazioni («Cambiare modulo per penuria di laterali? Fin quando ne avrò anche solo due, continueremo con il sistema che ci è più consono»), Semplici ha fatto così. Solo che adesso - dopo Fares, dopo D’Alessandro, dopo Di Francesco, dopo Sala e Strefezza - l’allenatore ha perso anche l’ultimo dei Mohicani di fascia, quel Reca infortunatosi (evidente guaio muscolare) proprio l’altra sera contro il Lecce. Disdetta massima: in infermeria ci sono solo, ci sono tutti, gli esterni. Di conseguenza, la Spal contro il Brescia non potrà giocare con il 5-3-2 canonico (o con una variante offensiva).
Possibile 4-3-2-1. O meglio, ciò potrebbe essere possibile sono in caso di recupero di Felipe (in Coppa out per una contusione al ginocchio). In tal modo, Semplici potrebbe schierare Tomovic, Vicari e Felipe in difesa centrale, con Cionek (che con l’Inter - quando entrato - e l’altra sera ha interpretato benissimo il ruolo) e Igor laterali. Poi un centrocampo con tre fra Murgia, Missiroli, Kurtic e Valdifiori e - in avanti - una punta e Petagna, o Valoti a sostegno del bomber. Forse più la seconda ipotesi. Per il 3-4-1-2 il discorso non cambia, sarebbe applicabile solo col citato eventuale recupero di Felipe. E sia in questo modo che nel precedente, sarebbero in campo tutti i cinque centrali di ruolo (con Cionek e Igor adattati come laterali, hanno dimostrato di poter giostrare lì), con in panca il solo sfiduciato Salamon.
Alternative. Difesa “a quattro” e un albero di Natale che potrebbe essere così configurato: Berisha; Cionek, Vicari, Tomovic, Igor; Missiroli, Valdifiori, Murgia; Valoti, Kurtic; Petagna. Con Jankovic possibile soluzione in trequarti e Valoti o Kurtic mezz’ala.
L’eventuale 4-3-1-2 (speculare al modulo del Brescia) potrebbe invece essere: Berisha; Cionek, Vicari, Tomovic, Igor; Murgia (Missiroli), Missiroli (Valdifiori), Kurtic; Valoti; Paloschi (Floccari), Petagna.
L’importante è che lo spirito sia quello dell’altra sera. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
