Cinque anni di Leo Quando le cose Semplici diventano storia Il Mazza vive sull’Olimpo
L’8 dicembre del 2014 il tecnico esordiva sulla panchina della Spal Due promozioni e altrettante salvezze conquistate nella massima serie
l’avventura
E sono cinque. Leonardo Semplici domani, nella giornata in cui la sua Spal sfiderà il Brescia in uno scontro salvezza quasi da ultima spiaggia, festeggia un lustro dal suo arrivo a Ferrara.
Sulla panchina della formazione biancazzurra. Era il pomeriggio dell’8 dicembre 2014 quando il tecnico fiorentino, appena subentrato a Oscar Brevi, iniziava il suo percorso a Ferrara. Un lungo cammino che nemmeno lui, al momento della firma, avrebbe potuto immaginare così ricco di successi.
il momento
Questo quinto “compleanno” all’ombra del castello estense, arriva con ogni probabilità nel momento più difficile della sua gestione. Una Spal che da tempo ristagna in zona retrocessione, una vittoria che, Coppa Italia a parte, manca in campionato dal 5 ottobre dalla sfida contro il Parma. E, fatto forse più grave, una Spal che sembra avere limiti qualitativi piuttosto evidenti. Come mai, forse, s’era potuto notare in passato.
Se anche quest’anno mister Semplici dovesse riuscire a condurre in porto la barca e conquistare la salvezza, davvero non si potrebbe che parlare di miracolo sportivo.
differenza
Una differenza rispetto agli altri compleanni calcisici sicuramente quest’anno c’è: se per lungo tempo “dare contro” a Semplici era esercizio per pochi o per quasi nessuno e chi lo faceva veniva messo all’angolo, in questi ultimi tempi i detrattori sono sensibilmente aumentati.
Le critiche principali sono l’eccessiva timidezza con la quale certe partite vengono impostate e la qualità del gioco. Non per dargli giustificazioni ma va detto, ad onor del vero, che il materiale che ha a disposizione non è propriamente di livello “top” e quindi all’allenatore tocca fare di necessità virtù.
Ovvio che la sfida di domani contro il Brescia avrà un peso capitale, la società gli ha ribadito continuamente piena fiducia e a meno di imprevedibili e imprevisti ribaltoni si andrà avanti con lui. La fiducia che lega la dirigenza a questo allenatore che ha riportato Ferrara sportiva dove nessuno avrebbe mai immaginato fino a solo qualche anno fa sembra non essere stata scalfita da questo inizio di stagione al di sotto delle aspettative. D’altra parte, se Semplici in questi anni è stato l’uomo dei miracoli ora ne serve un altro. Il più grande di tutti con una Spal indebolita rispetto allo scorso anno e una concorrenza più agguerrita.
il mantra
Il «non voglio lanci lunghi» della prima seduta di allenamento in quel dicembre del 2014 è stato il suo “mantra” di questi anni, ripetuto sempre e dovunque; spesso arrabbiandosi quando si vedevano palle lanciate dalle retrovie. Provare a impostare il gioco sempre e comunque, poi ovviamente con uno come Lazzari che ti saltava l’uomo e quasi da solo creava pericoli per le difese avversarie era tutto più facile. Il lungo cammino del tecnico fiorentino ha portato la squadra a sfiorare una clamorosa qualificazione ai playoff di Lega Pro quando ha ereditato la squadra e si è classificato al quarto posto. Da lì risultati che solo coloro non sono a contatto con la realtà potrebbero non celebrare: una Spal praticamente perfetta vince la Lega Pro e il 23 aprile 2016 conquista la serie B dopo il pareggio contro l’Arezzo al Mazza.
Nuovo cammino trionfale l’anno successivo quando in un indimenticabile pomeriggio a Terni (13 maggio 2017) arriva addirittura la promozione in serie A che mancava da 49 stagioni. Poi le due salvezze di fila, quella all’ultima giornata il 20 maggio 2018 conquistata al Mazza contro la Sampdoria e quella ottenuta in largo anticipo vincendo a Verona contro il Chievo qualche mese fa.
l’impresa
Ora c’è una nuova impresa da compiere. Semplici ha sempre saputo formare gruppi coesi, ha saputo tenere fuori dalle tempeste i giocatori entrandoci in prima persona se necessario. Un allenatore di concretezza, che punta sui concetti di “gruppo”, di “mentalità” e di “identità” e che se possibile si chiude sempre di più nel suo guscio con il lavoro. Sempre più spesso con le porte chiuse ai non addetti ai lavori.
Di momenti emozionanti in questi anni ce ne sono stati tanti, forse per Semplici sarebbe stato più facile salutare tutti la scorsa estate e andarsene da vincitore. Non lo ha voluto fare: i benigni dicono per amore di Ferrara e della Spal, i maligni per mancanza di vere alternative ove portare il suo lavoro. Fatto sta che Semplici è ancora il condottiero della Spal, gli si presenta davanti una strada tortuosa, ma dopo quello che si è realizzato in questi anni crederci ancora non è fantascienza.
Molto passa dalla gara di domani contro il Brescia. Quale migliore regalo di compleanno dei tre punti ci potrebbe essere? —
Andrea Tebaldi
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