Mangoni fra storia, presente e futuro Spal «Si esce da questa situazione con l’unità»
L’ex difensore e i suoi più bei ricordi in campo a Ferrara, con la storica promozione in serie B firmata Gibì Fabbri Consigli per gli acquisti: «A Petagna serve un compagno di reparto e speriamo che Reca possa rientrare in fretta»
L’INTERVISTA
Difensore centrale con il carisma del leader, Andrea Mangoni, pistoiese, classe 1960, giunse alla Spal nel campionato 1991-’92, anno della storica promozione in serie B con Gibì Fabbri in panchina, per poi trascorrervi tre stagioni. Ed entrò subito nel cuore dei tifosi spallini.
Quali sono i ricordi indelebili di quegli anni?
«Sono due: la vittoria in casa contro il Vicenza per 3-1 davanti a 23.000 spettatori, quando eravamo in svantaggio per 0-1, e l’apoteosi nella penultima partita dell’anno a Siena (0-0), con una bellissima invasione di campo dei nostri tifosi a fine partita. Un momento in cui la nostra squadra si fuse con la città di Ferrara».
Quale legame c’era con i compagni di squadra?
«Tra di noi si è creato un legame che difficilmente si forma tra calciatori e infatti ancora oggi varie volte durante l’anno ci ritroviamo, assieme a mogli e compagne, per serate speciali».
Quali le similitudini e le differenze tra la Spal dei suoi tempi e quella attuale?
«Difficile fare un paragone, il nostro era un calcio diverso, fatto di poca scienza e più umano. La cosa che ci accomuna fa parte della città e dei tifosi ferraresi: il grande entusiasmo intorno alla squadra».
Passando alla stretta attualità, dopo i pareggi con Udinese e Genoa, a San Siro contro l’Inter non sono bastati un grande secondo tempo e Valoti. Si poteva fare di più?
«Non lo so se si poteva fare di più, penso che a San Siro era difficile fare risultato, visti i campioni nerazzurri. Forse una delle altre due partite, fosse stata vinta, avrebbe portato vantaggi, oltre che in classifica, pure al morale».
Come mai la Spal non riesce a giocare due tempi con la stessa intensità?
«Conta molto la tensione che porta ai ragazzi la classifica così deficitaria».
Il coraggio e la grinta in campo dove vanno trovate?
«Il coraggio e la grinta sono insite nel calciatore stesso, nessuno può dare queste qualità a una squadra. Per uscire da questa situazione complicata bisogna essere uniti, far sentire alla società, al mister e alla squadra che tutto l’ambiente (stampa e pubblico) è con loro e che la serie A è patrimonio da non perdere».
Mister Semplici ha affermato di avere i mezzi per sopperire alle assenze (vedi Fares, Di Francesco, D’Alessandro). Concorda?
«Semplici deve pensare così e mi trova d’accordo, anche se la qualità di una squadra non s’inventa».
Quest’anno le problematiche sono soprattutto di natura fisica o mentale?
«Mentale per la classifica e, più che fisica, di qualità, visto la partenza di Lazzari e per le assenze di calciatori importanti».
Lazzari e Antenucci quanto mancano nella mole di gioco prodotta dalla Spal quest’anno?
«Tanto. I due ragazzi sono stati i simboli della Spal di questi ultimi anni».
Mister Semplici è da mettere in discussione o va lasciato lavorare con serenità?
«Sarebbe uno scandalo che Semplici fosse messo in discussione».
Cosa si aspetta dalla sfida salvezza con il Brescia?
«Un risultato importante per la Spal, perché ne ha bisogno. Al contempo, però, mi fa paura il ritorno di Corini, perché era stato esonerato, ma la squadra non giocava male».
Per il mercato di gennaio in quali reparti consiglierebbe rinforzi?
«Penso che Petagna sia troppo solo davanti e credo sia importante trovargli un calciatore che lo affianchi. Spero inoltre che Reca non preoccupi per il suo ultimo infortunio, perché per il gioco di mister Semplici sono troppo importanti i gli esterni “tutta fascia”, infatti con le defezioni che ha avuto si è visto costretto a cambiare modulo e non è facile avere subito i risultati che ci si aspetta».
L’Atalanta per il dopo Arana ha messo gli occhi su Igor. Lei si lascerebbe sfuggire il giovane difensore biancazzurro classe ’98?
«La Spal ha un’esigenza, come tutte le squadre che devono far tornare i bilanci, e quindi a fine anno se qualche calciatore è richiesto e c’è la giusta valutazione deve cederlo. Sono comunque sicuro che la società saprà trovare i giusti sostituti, come ha sempre fatto».
La Spal quest’anno si salva se...
«Se c’è la stessa fiducia nel mister e nei ragazzi che c’è sempre stata in passato». —
Valentina Cristiani
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
