Semplici, l’ora è buia «Ma ci credo sempre possiamo salvarci»
I cinque anni sulla panchina della Spal celebrati come peggio non si poteva «Siamo tutti in discussione: uniti si può fare qualcosa di straordinario»
Il bivio delle speranze è imboccato dal Brescia, micidiale in trasferta (9 punti sui 10 attuali colti fuori casa) e spietato nel lasciare il cerino dell’ultimo posto alla Spal. Che, invece, non si capisce bene in cosa eccella quest’anno. Ieri fino a quasi alla mezzora zero tiri in porta, fragilità caratteriale diffusa. Otto dicembre 2014: mister Semplici debutta in biancazzurro al Mazza e inizia perdendo 0-2 con la Carrarese. Sono fischi. Otto dicembre 2019: mister Leo bagna i cinque anni sulla panca spallina cadendo 0-1 col Brescia. Sono fischi.
futuro
Difficile, adesso, dare un senso al futuro. La Spal non vince da due mesi (1-0 ad inizio ottobre col Parma), nelle ultime 8 gare 3 pari e 5 ko. Però pure complicato dare colpe totali a Mister Easy. Se indossi i panni di una squadra di provincia e ti mancano sette calciatori (Felipe, Fares, D’Alessandro, Reca, Strefezza, Sala e Di Francesco) impossibile non accusare il colpo. E se Petagna sbaglia due rigori vitali (Udine e Brescia) cosa puoi dire al trainer?
Semplici si gioca la sua partita da gran signore. Chapeau. «Non cerco alibi e ci metto la faccia. Chi ha giocato ha dato tutto. Fatto anche bene. Di sicuro nessuno s’è tirato indietro. Poi ci sono questioni inspiegabili: l’anno scorso Petagna sei rigori su sei, quest’anno uno su tre. Gli episodi ci stanno girando tutti contro e in questo modo i risultati pendono dall’altra parte. Come salvarci? Credere in quello che facciamo. Mostrare caratteristiche e qualità».
C’è, ovviamente, una domanda che aleggia nell’aria. Semplici intuisce ed anticipa: «Non dovete farla a me».
l’addio
Invece si fa: rischia l’esonero? Leo è sereno e chiaro: «Con la società tutte le scelte sono state condivise. Tutti dobbiamo sentirci in discussione ed io ovviamente per primo. Io ci credo nella salvezza ed ho la determinazione per dare il meglio. La classifica ora è brutta, mi pare evidente. Però i punti a disposizione ci sono. Scontato dire che poi dobbiamo pure cominciare a farli».
È questo il momento più duro dei cinque anni spallini di Semplici? Il tecnico la prende larga: «Anche l’anno scorso in questo periodo siamo stati in difficoltà, la differenza stava che per fortuna e bravura in precedenza ne avevamo vinte abbastanza. Così da rimanere sempre al di sopra della zona salvezza. Questo momento è brutto ma secondo me è stato peggio quello del 2014 quando eravamo in Lega Pro a due punti dai playout».
la curva
A fine partita consueto sermoncino al gruppo a centrocampo. Poi la mesta passerella sotto la curva. Infine è rimasto solo Semplici: «È stato uno scambio animato ma corretto - spiega il trainer spallino -; il responsabile sono io, giusto proteggere la squadra ed andare in prima persona. Tutti hanno capito che i calciatori hanno dato tutto. Che stanno dando tutto. Non ho rimproveri da fare alla squadra. Sono anche convinto che in questa fase molto particolare siamo anche puniti oltre i nostri demeriti».
«Ripeto quanto ho sempre sottolineato e che nel passato è stata l’arma vincente - aggiunge Leo -: solo rimanendo tutti uniti possiamo fare qualcosa di straordinario».
Ecco, la caduta col Brescia a questo ha portato la Spal: fallito l’ingresso al bivio delle speranze, ora tocca rincorrere lo straordinario. Ieri sera e stamani la società è in conclave e potrebbe invece puntare sull’ordinario: il primo a pagare è l’allenatore. —
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