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«Leo fino alla fine dei miei giorni» «Sì, ma con il modulo 2-2-6»

S.A.
«Leo fino alla fine dei miei giorni» «Sì, ma con il modulo 2-2-6»

Poltronieri fa parlare i suoi personaggi: la Nives e il tecnico da tastiera La nota amara: contro il Brescia troppi posti vuoti sugli spalti del Mazza 

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SOPRA LE RIGHE

E’ un curvaiolo e non dell’ultima ora, al “Mazza” frequenta rigorosamente la Ovest «Sono all’altezza della O della scritta Ovest, con i miei amici cinquantenni»; in trasferta, quando può, si aggrega. Il pedigree di tifoso spallino, dunque, non si discute, così come è inattaccabile la sua simpatia. Andrea Poltronieri, fra il serio e il faceto, si fa portavoce del popolo biancazzurro e analizza così la delicata situazione della Spal.

Iniziando dall’opinione del suo personaggio più popolare, la Nives: «Semplici è un gran bell’uomo, mi piace da matti, deve rimanere fino alla fine dei miei giorni! C’ha messo la faccia, come piace a me, non come il mio ex Viliam, che non si prende mai una responsabilità: Semplici se l’è presa».

Entra negli aspetti tecnici, invece, l’allenatore da tastiera: «Vorrei una Spal più spregiudicata, che poi è il pensiero di tutti. Vai in campo con una punta sola contro il Brescia? Ma no, bisogna cambiare modulo, schierare il 2-2-6 fin dall’inizio».

Poi, però, “Poltro” si fa serio: «Mi amareggia che lo stadio domenica non fosse pieno: Spal-Brescia era una partita chiave, ma il 25% dei posti era vuoto e questo mi dispiace. Capisco che andare in trasferta costi e anche non poco, non tutti se lo possono permettere sempre. Ma per una partita in casa così importante vedere tanti seggiolini vuoti mi è dispiaciuto. Poi, invece, quando arriva la Juve, tutti vogliono esserci... Si vede che Ferrara è così, la sua media è diecimila spettatori». —

S.A.

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