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«Spal con il fuoco addosso» Semplici compatto con il gruppo

Andrea Tebaldi
«Spal con il fuoco addosso» Semplici compatto con il gruppo

Il mister: bisogna dare qualcosa di diverso, qualcosa in più. E sul rigorista non ha dubbi: se se la sente, tocca a Petagna

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FERRARA. «La Spal è una squadra che può dare di più e deve dimostrare il suo valore». Parola di mister Leonardo Semplici, al termine di quella che probabilmente è stata la settimana più complicata da quando è l’allenatore della Spal. E parole che arrivano dal ritiro romano, dove i biancazzurri hanno trascorso gli ultimi giorni di preparazione alla sfida di oggi all’Olimpico contro la Roma, per isolarsi e ricompattarsi.

Così, è stata una settimana dallo stato d’animo speciale: «Stiamo vivendo un momento sicuramente particolare – spiega l’allenatore –, veniamo da una sconfitta, da parte mia c’era rammarico e delusione, volevamo fare un altro tipo di risultato. Già da martedì sono ripartito subito pensando a quello che è il mio compito, ossia trasferire non tanto le mie idee, ma la giusta compattezza, serenità e voglia di uscire da questa situazione alla squadra. Giusto avere delusione per il risultato con il Brescia, ma ci dev’essere spirito di rivalsa, voglia di dimostrare di valere un altro tipo di classifica».

Poi, sulla reazione del gruppo: «Mi auguro che la possano mettere in campo contro la Roma. Sappiamo di affrontare una grande squadra, ma, indipendentemente da tante cose che si dicono, la squadra è compatta, ha voglia di fare vedere i propri valori».

TUTTI IN DISCUSSIONE

Da parte del tecnico toscano non emergono troppi dettagli sull’incontro d’inizio settimana con i dirigenti: «Sicuramente, come è giusto che sia, ci siamo messi in discussione, a partire dall’allenatore, cercando di mantenere le linee guida di questi anni. Ci si è ripromessi di rimanere compatti, di stare vicino a questi ragazzi e fare sì che possano esprimere le loro qualità nei 95 minuti delle gare, domenica dopo domenica».

Il presidente Walter Mattioli alla cena degli sponsor ha detto di essere fiducioso che si possa uscire dalla situazione: «Senza ombra di dubbio questo dev’essere il “credo” da parte di tutti. È giusto che il presidente dica queste cose, è il capofamiglia e dobbiamo trasferire in campo le sue idee, della proprietà e dei nostri tifosi, facendo qualcosa in più di quello che abbiamo fatto fino ad oggi».

La squadra può avere nelle sue corde rabbia e grinta superiori a quelle viste fino ad oggi: «In 15 partite si delineano le caratteristiche delle squadre: bisogna dare qualcosa di diverso, tirare fuori qualcosa in più. Non stanno arrivando i risultati che volevamo e che la gente giustamente pretende da questa squadra. Ovviamente ci sono stati episodi, dalle varie assenze e situazioni di campo, che sono andate in un modo in cui non eravamo abituati e che ci hanno precluso di essere in posizioni più consone alle nostre possibilità. La Spal è una squadra che può e deve dimostrare il suo valore: si sono create situazioni che non ci hanno dato vantaggio, sta a noi invertire questa tendenza».

Out Reca, Strefezza, Di Francesco e Sala, oltre a Kurtic squalificato e ai lungodegenti Fares e D’Alessandro, nell’undici di partenza ci saranno inevitabilmente cambi: «Non voglio scusanti e alibi, ho a disposizione una rosa buona, posso fare scelte. Cambieremo cose rispetto alla partita con il Brescia, stiamo cercando di recuperare giocatori che ci possano dare apporti sotto l’aspetto tattico per cambiare anche a gara in corso. Vediamo gli 11 che andranno in campo, convinto che avranno grande voglia di rivalsa e mostrare le loro qualità, fare una prestazione all’altezza».

Sei punti con la Roma l’anno scorso con vittoria all’Olimpico: «La similitudine ci può stare, anche l’anno scorso venivamo da un periodo negativo di risultati e andammo a vincere a Roma. Ma non bisogna fare confronti, questa è una stagione diversa. Cerchiamo di fare sempre la partita, ma ci sono anche gli avversari in campo. Dobbiamo fare sì che gli episodi arrivino a nostro favore, dobbiamo fare una grande partita, non solo in fase di non possesso, ma anche di possesso, per mettere in difficoltà questa Roma».

Se ci sarà un nuovo rigore a favore, Semplici non ha dubbi: «Tirerà Petagna, è il nostro rigorista, sta a lui decidere in quel momento, se dovesse giocare, la possibilità di tirarlo o meno. Se non se la dovesse sentire, ci sono dei sostituti. Per quello che ha fatto per noi, è lui il rigorista».

Frase sibillina, che fa suppore anche un possibile cambio in attacco: «Stiamo valutando certe situazioni, siamo abituati a giocare con le due punte, può essere una valutazione da fare. Solo a Milano abbiamo giocato con un trequartista, anche domenica abbiamo giocato con le due punte, con Jankovic e Petagna più un trequartista come Valoti. Abbiamo sempre giocato con giocatori offensivi e, a prescindere da una punta, due o tre, dobbiamo fare in modo che chi scende in campo faccia ottime prestazioni».

GLI STIMOLI

Ultimo posto in classifica come stimolo positivo per l’ambiente? Il mister chiude così: «Non credo sia questo il discorso, abbiamo sempre provato a mettere in campo le cose provate in settimana, l’ultimo posto ci deve mettere un fuoco addosso. La classifica è negativa, ma la distanza non è così abissale, il posto che vale la salvezza non è lontano: è una strada che vogliamo e dobbiamo percorrere». —

Andrea Tebaldi

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