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Il primo “Memorial Benini” è un successo fra sport integrazione e inclusione

Enrico Ferranti

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FERRARA. Il palapalestre di Ferrara ha ospitato il primo “Memorial Antonio Benini” organizzato dal Csr Ju Jitsu Italia. Un evento che ha visto la partecipazione di numerosi giovani atleti - dai 6 ai 16 anni - provenienti da tutta la regione e in prevalenza dalle province di Ferrara, Bologna, Modena e Reggio Emilia, che si sono resi protagonisti di gare non competitive di avviamento al ju jitsu.

Molto importante anche la partecipazione alle attività degli allievi diversamente abili, che da anni seguono corsi di arti marziali adattati, in collaborazione con realtà del territorio (Anffas, Coccinella Gialla).

Ma più di tutto si è voluto ricordare e rendere omaggio a un grandissimo uomo, nello sport come nella vita: Antonio Benini, che dal 1992 al 2018 è stato il presidente del Csr Ju Jitsu Italia e, insieme al maestro Piero Rovigatti e ai suoi assistenti, ha contribuito alla divulgazione e allo sviluppo di questa disciplina, portandola ai massimi livelli e ottenendo grandissimi risultati.

«Uno dei più grandi amici e sostenitori della Federazione Ju Jitsu Italia è stato, senza dubbio, Antonio Benini - le parole del direttore generale Fjji, Igor Lanzoni - e questo evento è un qualcosa che non dovrebbe solo servire a ricordare la sua immagine, ma anche il suo pensiero e la sua passione, che ci hanno consentito di arrivare a oggi potenziando ciò che secondo noi sono gli aspetti più importanti dello sport: l’amicizia, la condivisione, la passione e soprattutto la crescita per migliorarsi sempre. Questo lo aveva ben presente ed è stato il suo insegnamento. Dal punto di vista formativo - prosegue il direttore Lanzoni - il Memorial Antonio Benini è stato uno dei pochi eventi e sicuramente uno dei più importanti d’inclusione sociale, dove abbiamo avuto ragazzi con una diversa abilità unitamente ai normodotati; il trasmettere, attraverso lo sport, non solo l’integrazione, ma soprattutto l’inclusione, è un altro messaggio che la nostra Federazione vuole portare avanti. L’avviamento con i giovani è importantissimo: educare i ragazzi, ed eventuali campioni del futuro, a un’attenzione particolare a ciò è un punto di forza e che può dare un grande fattore educativo». —

Enrico Ferranti

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