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«Società in vendita? Assolutamente no Andiamo avanti noi»

S.A.
«Società in vendita? Assolutamente no Andiamo avanti noi»

Simone Colombarini: «È solo una voce» Poi rassicura su papà Francesco e rinforzi 

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A tu per tu

«Sì, commento e smentisco: andiamo avanti noi». Con queste parole, chiare e nette, patron Simone Colombarini ha scelto di rispondere alle “voci” che vorrebbero la società in vendita. Un mormorio di piazza, un tam tam fra tifosi che era giunto fino alla redazione, persino con dettagli, esposti l’altra sera al rappresentante della proprietà.

Un quadro chiaro: incarico a un’importante agenzia d’intermediazione a Milano, prezzi fissati sia in caso di permanenza in serie A, sia in quello di retrocessione in B. Voci corroborate da quella sensazione di fastidio, per usare un eufemismo, che la vicenda stadio, già dalla scorsa estate, ha sortito nei titolari del club biancazzurro e, in particolare, nel capostipite Francesco. Tanto che la sua assenza alla cena di Natale era stata letta come ulteriore strascico, quasi un allontanamento: «Nessun problema - si era affrettato a dire, in precedenza, il figlio Simone -, papà non è potuto essere presente neppure alla cena degli sponsor, aveva già altri impegni, cose di campagna...».

Anzi, Simone ha utilizzato proprio la metafora familiare per fare il punto in casa Spal: «La famiglia cresce e si allarga e, visto che i problemi si risolvono in famiglia, abbiamo cercato al nostro interno le forze per affrontarli».

Quindi, la cena di Natale, occasione ulteriore per ricompattarsi e dare a tutti, all’interno e all’esterno, segnali precisi. Colombarini junior è quindi passato a sottolineare la crescita della famiglia Spal, a iniziare dal settore femminile e, via via, tutte le realtà che hanno ampliato il raggio d’azione biancazzurro. Ma, si sa, i fari sono sempre puntati sulla prima squadra: «Se c’è fiducia? Sì. Si è letto tanto in questi giorni (cambio d’allenatore, mercato..., ndr), ma tutto l’ambiente ha fiducia in questa squadra e in questo staff tecnico».

Eppure, qualche puntello servirebbe eccome: «Sul mercato - prosegue Colombarini - ci sono società che fanno quello che vogliono e chi deve adattarsi. È stato mandato un messaggio chiaro alla squadra: se qualcuno vuole andare altrove, cercheremo di accontentarlo. Resta qui chi ci crede. Poi, nei limiti delle nostre possibilità, rinforzeremo la rosa. Qualcuno l’abbiamo perso per sfortuna, qualcun altro per l’atteggiamento: speriamo che il nostro messaggio arrivi presto, c’è un’altra partita da giocare prima della sosta.... Noi il nostro impegno ce l’abbiamo sempre messo - ha aggiunto e concluso il patron - e quando vediamo dei segnali divisori ci dispiace, malumori espressi a volte in maniera lecita, ma a volte meno...». —

S.A.

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